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Cantar di pietre inizia a Morbio Inferiore e Mesocco sabato 7 settembre

Ritorna la rassegna di musica "Cantar di pietre". Per l’inizio della 32ma edizione, che prenderà il via il 7 settembre, del Festival dedicato alla Cultura e ai suoni di Medioevo e Rinascimento è in programma un doppio appuntamento nelle chiese storiche di Morbio Inferiore e Mesocco. La stagione 2019 è intitolata "La voce della terra" e, come illustra il direttore artistico Giovanni Conti nel suo testo di presentazione, trova ispirazione nelle feste rituali sacre e profane che rappresentano l’eredità più tenacemente vitale della civiltà contadina e alpina: processioni e carnevali, feste di santi e sagre, rievocazioni storiche e liturgie costituiscono la spina dorsale di un calendario annuale ancora sorprendentemente ricco.

A questo patrimonio di fede, cultura e tradizione si rivolge l’edizione 2019 di Cantar di Pietre, muovendo i passi con la consapevolezza che l’avventura di ricerca in questo ambito, ovvero quello della musica di devozione e di tradizione popolare, si avviò alla metà degli anni Cinquanta del Novecento quando, nel nome della ancora giovane Etnomusicologia, si intrapresero sistematiche raccolte di testimonianze, soprattutto orali. Il risultato non è stato solo quello di costituire raccolte di documenti preziosi di tradizioni fino ad allora trascurate, ma di contribuire a ricomporre, attraverso almeno la memoria, i segni di una realtà sociale, culturale e umana che il tempo e gli eventi avevano fatto passare in secondo piano. Valorizzare le tradizioni viventi ha un duplice scopo: rafforzare la consapevolezza delle comunità locali e sviluppare le loro potenzialità nell’ottica del turismo sostenibile, offrendo un fitto programma di concerti legati ai temi fondanti della ritualità popolare in alcune sedi storiche significative. Canti della Passione e legendae di santi, il culto della Vergine Maria e spericolati travestimenti spirituali di canti profani, cantilene dei pellegrini e processioni rituali sono rievocati nelle proposte di artisti di rilievo internazionale, che si alternano con cantori e strumentisti “popolari”. La musica è infatti il trait d’union che accomuna tutte le espressioni della civiltà tradizionale, dalla religione al lavoro, alla vita della comunità.

Sabato 7 settembre alle 20.30 presso la storica chiesa di San Giorgio a Morbio inferiore riprendono gli appuntamenti musicali del progetto La voce della terra: canti e riti della tradizione - VoCaTe, finanziato nell’ambito dell’asse II Valorizzazione del Patrimonio naturale e culturale del Programma Interreg V-A Italia Svizzera, di cui è capofila la Provincia di Lecco. Si tratta di un concerto di straordinario livello artistico che vede protagonista la Capella de Ministrers, uno dei più rinomati ensemble di musica antica al mondo. Dalla sua fondazione nel 1987 il gruppo si è esibito nei più importanti festival in Spagna e in tutta Europa, Nord e Sud America, Cina, India. Oltre 55 sono i dischi registrati, vincitori di numerosi premi. Le sue esecuzioni fanno parte della colonna sonora del film “Son de mar” di Bigas Luna, con il quale il gruppo ha lavorato anche in teatro. Diretta da Carles Magraner, impegnato anche alla viella (strumento a corde del Medioevo), la Capella si presenta con Delia Agúndez soprano, Jordi Ricart baritono, David Antich flauti e aulós, Eduard Navarro liuto, chirimia (termine spagnolo per indicare uno strumento a fiato simile all’oboe) e cornamusa, Robert Cases citola, liuto e arpa, Pau Ballester percussioni. Si tratta di una formazione ricca di timbri capace di restituire all’ascoltatore odierno le fascinose melodie tramandate dal “Llibre Vermell” di Montserrat.

Sempre nella serata di sabato 7 settembre alle 20.30 nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Mesocco il gruppo Modulata Carmina terrà il concerto Veni Amica Mea. Il gruppo, nato nel 1982 in forma di quartetto vocale, ha poi ampliato l’organico affiancandosi anche a musicisti che utilizzano strumenti d’epoca. Al comune lavoro teso ad approfondire gli aspetti interpretativi del patrimonio vocale del rinascimento, si affianca un’accurata ricerca su brani inediti o raramente eseguiti. “Veni amica mea” ovvero testi esaltati dalla musica che si fa veicolo di un messaggio in cui la donna assurge a una dimensione sacrale che le viene riconosciuta anche nella

musica profana.

I concerti sono ad ingresso libero.

 

 

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