Festa dell’Ascensione
Letture: At 1,1-11 Sal 46 Ef 1,17-23 Mt 28,16-20
di padre Paul Devreux.
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Tornano in Galilea, dove tutto è cominciato, dove hanno incontrato e conosciuto Gesù. È bello anche per noi tornare con la memoria ai nostri primi incontri con il Signore. Risalire sul monte, cioè nei luoghi dove abbiamo imparato a conoscerlo.
Quando lo videro, si prostrarono. Anche noi oggi possiamo prostrarci davanti a lui, segno che lo riconosciamo come Signore, prezioso per la nostra vita.
Essi però dubitarono. Io di cosa dubito? Della sua reale presenza? Eppure tante volte si manifesta reale e attento alla mia vita. Forse dubito di più del suo messaggio, dell’opportunità di prendere alla lettera la sua proposta di amare gli altri e servirli, secondo lo stile delle beatitudini. Forse il dubbio viene dalla paura di rimetterci.
Gesù si avvicinò Questo è importante: non mi basta vederlo. Ho bisogno di sentirmelo vicino. Di essere sicuro che almeno per lui la mia vita è preziosa. Questo mi dà molto coraggio e la libertà di rimetterci quando decido di amare e servire.
Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Di che potere si tratta? Non è quello di fare miracoli o di scendere dalla croce; È il potere che ci dà la libertà di lavare i piedi a tutti, di essere schiavi di tutti! Lo desidero questo potere o ho dei dubbi o perlomeno qualche riserva?
Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, Se dico che vado a fare una cosa bella è facile che trovo dei discepoli. Se organizzo una bella gita, tutti hanno voglia di seguirmi. È normale. Battezzare significa aiutare le persone ad immergersi nella morte e risurrezione di Gesù, cioè a fare l’esperienza dell’amore di Dio. Questo implica l’incontro con una fraternità e con Dio. Implica lo sperimentare l’amore dei fratelli sostenuti e motivati dal Signore, per poi incontrare il Signore stesso.
insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Queste cose non vanno insegnate in cattedra, ma mettendole in pratica e dimostrando che sono cose belle da fare.
Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». Questa è la Buona Notizia, il Vangelo. Gesù c’invita a vivere con lui per essere in comunione con il Cielo sin da oggi. Per cui festeggiamo la sua, ma anche la nostra ascensione al cielo.
Buona festa.
Tratto da incammino.blog