“Le sfide che il mondo globalizzato e dunque anche la nostra nazione sta affrontando vanno gestite con cura, responsabilità e buon senso. Va posta attenzione all’aumento della cementificazione sfrenata e poco rispettosa dell’ambiente, alla natura in generale e di conseguenza alla persona umana. Vanno garantiti i diritti al lavoro, vanno garantite condizioni di vita dignitose, vanno garantite sicurezza e stabilità sociali ad ogni persona”, questo si legge nel comunicato stampa diffuso in questi giorni da Caritas Ticino nel quale l’organizzazione di ispirazione cristiana invita a respingere l’iniziativa in votazione “No a una Svizzera da 10 milioni!”.
“Costruiamo ponti e non muri!”
Caritas invita nel suo comunicato a costruire “ponti e non muri”. “Il nostro Paese, grazie al legislatore, alla società civile, alle popolazioni che in Svizzera hanno trovato rifugio e contribuito alla crescita dello stesso da secoli, - si legge - offre accoglienza e possibilità di lavoro e dignità ad ognuno. In particolare lo fa nei confronti delle persone maggiormente in difficoltà che con legittime speranze di una vita migliore giungono da noi. Ma lo fanno in particolare le persone che qui sono nate, cresciute, che sono giunte da paesi vicini, che hanno imparato la nostra storia, le nostre lingue, la nostra cultura, che hanno praticato lo sport, che hanno conosciuto il territorio, che sono stati ambasciatori all’estero della Svizzera. Di questo ne andiamo fieri. Una caratteristica ci contraddistingue; quella dell’attenzione a chi fa maggior fatica, che sia nato e cresciuto nella nostra Patria o che arrivi dall’estero. Questi valori, queste esperienze, queste emozioni, queste gioie e queste fatiche possono e devono continuare ad esistere affinché la Svizzera continui ad essere quella che è sempre stata e quella che è; una Terra di accoglienza”.
Da qui l’appello: “Non distinguiamoci per essere altro, non distinguiamoci per dimenticare il passato, ma prendiamo atto delle oggettive difficoltà che abbiamo affrontandole insieme con sano pragmatismo come la storia ci ha insegnato; non alziamo muri, ma costruiamo ponti!”
L’organizzazione si contrappone a posizioni rigide e ideologiche. “Le difficoltà - si legge - esistono davvero e la Svizzera ha bisogno di governare con intelligenza la crescita demografica, investendo in pianificazione territoriale, salari dignitosi, formazione e infrastrutture. Ma una soglia rigida e ideologica non risolverebbe i problemi concreti delle famiglie e delle imprese. Fin dai primi secoli abbiamo scommesso sull’integrazione e ne abbiamo tratto grandi vantaggi. Per valorizzare la storia di chi ci ha preceduto, per essere solidali con le persone che anche in Svizzera fanno fatica, per continuare a costruire un Paese che riconosce i propri valori anche verso chi proviene dall’estero, per garantire il futuro alla nostra economia, alla nostra socialità, alla nostra cultura, alla nostra società civile, affinché questi valori rimangano iscritti nelle millenarie pietre della nazione e possano continuare ad essere parte di quella sacralità che sta nel profondo di ogni persona, Caritas Ticino invita a:
VOTARE NO all’iniziativa popolare federale “No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)”.
fonte: caritasticino/redazionecatt