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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (24 gennaio 2026)
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  • Coronavirus: la risposta diffusa e capillare di Caritas Ticino alle emergenze

    Caritas Ticino ripercorre la sua azione in questo periodo di pandemia.

    Siamo consapevoli di essere parte di un pezzo di storia particolare, strano, drammatico, pensiamo alle sofferenze che in molti hanno vissuto e stanno vivendo, legate ai lutti non condivisi con i propri cari e con gli amici, a coloro che hanno perso il lavoro o che si sono trovati e si troveranno in difficoltà economiche; ma pensiamo anche a gesti di speranza per gli aspetti positivi che tutti hanno potuto vedere e molti toccare con mano; dallo straordinario impegno delle persone impegnate nella sanità a quello della solidarietà e a tutti coloro che sono rimasti a servizio della Comunità anche a rischio della propria salute con attività umili ma preziose; ovunque sono sbocciate iniziative di attenzione al prossimo.
    Un tempo in cui ognuno di noi ha agito con responsabilità personale e comune a tutela del bene di tutti.

    Caritas Ticino e la solidarietà

    Questo momento storico non ha modificato il pensiero e l’azione di Caritas Ticino che ha continuato a proporsi a livello sussidiario nell’intensificare la propria missione di attuare i compiti caritativi e sociali della Chiesa cattolica e della Diocesi di Lugano.

    Sin dall’inizio di questa crisi, Caritas Ticino ha dato un suo primo contributo con la creazione del servizio Caritas Ticino ha dato un suo primo contributo con la creazione del servizio Un Aiuto Insieme (tel. e WhatsApp 079 811 14 04) che offre la possibilità, a chi si trova nel bisogno di ricevere un aiuto volontario, e allo stesso tempo a chi desidera offrirsi come volontario di trovare azioni concrete di aiuto.

    Al Servizio sociale di Caritas Ticino sono aumentate le richieste

    Alcune delle conseguenze della pandemia da Covid-19 sono immediatamente emerse nelle fasce più fragili della popolazione e al nostro Servizio sociale hanno iniziato a rivolgersi anche persone che già in precedenza si trovavano in difficoltà, aumentandone le consulenze: persone in disoccupazione, a beneficio dell’aiuto sociale, in AI con prestazioni complementari, oppure con un salario ridotto e dunque non sufficiente per far fronte alle spese quotidiane. Ma, sono emerse anche situazioni nuove per il nostro osservatorio, pensiamo in particolare agli indipendenti, piccoli artigiani e imprenditori che non potendo esercitare la propria professione per le chiusure decise dalle Autorità si sono ritrovati a dover far fronte ai costi fissi attingendo per chi poteva dai propri risparmi, non sempre però sufficienti; da qui la richiesta di sostegno economico a Caritas Ticino

    Ad oltre due mesi dell’inizio della crisi, Caritas Ticino ha risposto a 80 richieste con sostegni economici ad oltre 200 persone per CHF 40’000. Gli aiuti elargiti sotto diverse forme provengono da donazioni specifiche di privati, sacerdoti, aziende, fondazioni ticinesi e dalla Catena della Solidarietà che tramite Caritas Svizzera suddivide tra le Caritas regionali parte della raccolta effettuata a livello nazionale per questa pandemia.

    Caritas Ticino approfitta dell’occasione per ringraziare pubblicamente tutti coloro che in modi diversi hanno donato un contributo e si fa interprete dei sentimenti di gratitudine di tutte quelle persone che, attraverso l’organizzazione cattolica, ne hanno beneficiato esprimendo sincere parole di ringraziamento.

    I Programmi occupazionali

    La solidarietà non si esprime unicamente in aiuti economici, ma anche in gesti di relazione. Caritas Ticino ha interrotto le attività non permesse, in particolare quelle del Programma occupazionale legate ad attività di utilità pubblica nel settore del riciclaggio mobili, abiti, materiale elettrico ed elettronico, mantenendo attiva unicamente l’azienda agricola biologica di Pollegio. Azienda che ha visto incrementare le richieste di privati sempre più consapevoli dell’importanza di un consumo sostenibile anche nell’alimentazione.
    Tale decisione ha interrotto la presenza di circa 200 partecipanti al Programma; la nostra solidarietà si è espressa anche nel tenere il contatto telefonico con queste persone che spesso vivevano una doppia solitudine; quella di rimanere a casa, magari da soli e quella di non poter avere contatti con i colleghi e le colleghe di lavoro. Nella relazione è emerso un aspetto interessante, la richiesta di diverse persone di poter tornare presto al lavoro pur non essendo un posto fisso. Un sentimento che rafforza, se ancora ce ne fosse il bisogno, quanto il lavoro rimanga uno strumento principe nella nostra civiltà per sentirsi parte attiva e per rafforzare il proprio senso di contributo alla costruzione del bene comune.

    Quello che Caritas Ticino può continuare a fare, in questo momento di emergenza quale segno di speranza, oltre alla vicinanza a coloro che entrano in contatto con noi, è quello di ridistribuire la solidarietà anche economica e di mantenere quello sguardo di centralità sull’essere umano che rimane, nonostante bisogni oggettivi, portatore di virtù e risorse.

    Riapertura CATISHOP.CH

    Con l’allentamento delle misure da parte delle Autorità, anche Caritas Ticino sta riprendendo gradatamente le diverse attività con il rientro dei partecipanti nei Programmi occupazionali. Segnaliamo di seguito che da mercoledì 13 maggio dalle ore 13.30 saranno nuovamente aperti al pubblico i CATISHOP.CH di via Ceresio 48 a Pregassona; di via Monte Ceneri 7 a Giubiasco e il negozio dell’usato di Corso San Gottardo 55 a Chiasso. Rimangono chiusi fino a nuovo avviso i negozi dell’usato di Balerna, Locarno e Pollegio.

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