Calendario romano
Priorità di scelte e tutto si ordina
di Dante Balbo
La conoscenza non è un ammasso indistinto che riempie il baule del nostro sapere e si debba rivoltare tutte le volte che cerchiamo qualcosa come i cassetti di casa per scoprire che siamo costretti ad aspettare che l'oggetto che ci serve sia rigettato a riva dal mare che lo ha inghiottito.
Dopo qualche tempo che avevo riabbracciato la fede sorprendentemente emergevano, nei momenti più impensati, parole della Scrittura, esempi relativi a quello che Gesù aveva detto o fatto in circostanze simili a quelle in cui mi trovavo io o chi mi chiedeva un aiuto.
Di questo parla il Vangelo della XVII domenica del Tempo ordinario, quando paragona il Regno di Dio ad una perla preziosa. Non è solo la ragione ad organizzare la conoscenza, ma il fascino, lo stupore, il desiderio di qualcosa di grande che orienti la nostra vita.
Possiamo anche accontentarci, lasciare che tutto scorra e raccogliere qua e là sprazzi di entusiasmo, ma alla fine sarà troppo tardi.
Quello che valeva la pena sarà tenuto, il resto gettato via, bruciato perché inutile.
Gesù è la perla preziosa, colui per il quale possiamo vendere tutto il resto. Ho scoperto che in realtà è Lui che ricompra tutto e ce lo restituisce illuminato, riordinato, più prezioso di prima.
Scegliere il regno non ci porta via nulla, solo rimette le cose a posto.
*Dalla rubrica televisiva «Respiro Spirituale» di Caritas Ticino in onda su TeleTicino.
Calendario ambrosiano
Conoscere il peccato e il perdono
di don Giuseppe Grampa
Alla domanda di Gesù - “è più facile perdonare i peccati o rimetter in piedi un paralitico?” - temo che noi risponderemmo: per il perdono basta la parola dell’assoluzione; una risposta questa che esprime una scarsa considerazione della serietà del peccato e dell’impegno di conversione che il perdono esige. L’evangelo di questa domenica è un invito a scrutare la serietà e la profondità del peccato. Operazione ardua per noi che abbiamo una nozione sempre più incerta del peccato.
La scarsa familiarità con la pratica della confessione ha certamente una sua ragione anche nella difficoltà di riconoscere al peccato una sua serietà. Guardiamo al protagonista della prima lettura: il re Davide, un uomo dalla doppia vita. Possiamo definirlo un gran peccatore certo spregevole per il suo comportamento eppure capace di sprigionare dal suo cuore un canto stupendo alla misericordia di Dio: il Miserere. «Pietà di me o Dio, nel tuo amore, nella tua grande misericordia».
Anche noi dovremmo soprattutto riconoscere la sconfinata misericordia di Dio prima del racconto dei nostri peccati.
Charles de Foucauld pregava così: «Grazie, mio Dio, per averci dato questa divina preghiera del Miserere. Questo Miserere che è la nostra preghiera quotidiana...Esso parte dalla considerazione di noi stessi, e della vista dei nostri peccati e sale fino alla contemplazione di Dio». Prima di confessare i nostri peccati dobbiamo sempre confessare, cioè riconoscere, quanto Dio ci ama.