calendario romano
La pretesa inutile, l'attesa umile
di Dante Balbo
Mi ritengo fortunato, perché la vita mi ha insegnato la necessità di dipendere da altri per molte delle situazioni che devo affrontare: per andare in un posto che non conosco, cercare qualcosa che è stato spostato dal suo luogo abituale, leggere l'etichetta di una scatola, sono costretto a chiedere a qualcuno.
La tecnologia mi è venuta incontro, ma non può coprire tutte le mie necessità.
A volte il mio cuore si ribella, ma non ci posso fare nulla, questa è la mia condizione di vita. Nel mio caso è la cecità, ma ognuno di noi deve misurarsi con i propri limiti: l'età, la condizione sociale, la prestanza fisica, le innumerevoli disavventure della vita, che ce li segnalano inesorabilmente.
Ci sono due vie: la rivendicazione arrabbiata e la pretesa irragionevole, oppure l'accoglienza umile e la richiesta di aiuto, quando la nostra autonomia non è sufficiente.
L'episodio evangelico di questa domenica ci mostra il cambiamento, il percorso di una donna realmente ferita dalla vita negli affetti più cari, nella sua bambina oppressa da un demone.
Il passaggio non è nella richiesta, sempre la stessa, ma nell'incontro con Gesù. Prima lo appella con il titolo regale, poi lo guarda nella sua umanità e gli dice: "Aiutami".
È così certa della potenza del Signore che si accontenta delle briciole e Gesù riconosce la sua umiltà e le concede ciò che chiede.
calendario ambrosiano
Scegliere Gesù, per essere del suo popolo
di don Giuseppe Grampa
L’evangelo di questa domenica dopo l’elogio di Giovanni il Battista da parte di Gesù, rivolge parole di rimprovero ai suoi contemporanei con una piccola parabola. Siete come
bambini capricciosi che non hanno voglia né di fare un gioco allegro né di inscenare un funerale. Giovanni Battista era predicatore aspro e rigoroso e lo avete fuggito ma fuggite anche me criticando il mio stile conviviale e accogliente. Non volete scegliere. E continua il rimprovero proprio per quelle località che pur avendo visto i Suoi prodigi non si sono
convertite, non hanno scelto Gesù. Tiro e Sidone, città straniere, pagane; Sodoma e Gomorra città dissolute. Più volte Gesù ha indicato uomini e donne stranieri come modelli di adesione alla sua Persona. Gesù vuol dire che genti che non hanno il sangue di Abramo e non appartengono al popolo della Promessa non sono per questo esclusi. Dirà, anzi, che anche dalle pietre Dio può suscitare figli di Abramo. Il Popolo che Dio va raccogliendo da tutte le genti non avrà nel sangue, nella razza la sua ragion d’essere. E Gesù, venuto per i
malati e non per i sani, frequenterà volentieri gente che allora era disprezzata per la propria condotta morale. Davvero nessuno è escluso se si converte. Nella lingua greca, questo termine indica il mutamento di mentalità, vuol dire anzitutto volgere lo sguardo verso…, orientare la propria vita a… Questo e solo questo è decisivo: che la persona di Gesù e la sua Parola divengano la ragione del nostro vivere, pensare, decidere.