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“È vero che non esiste il vero?”: incontro a Lugano con il professor Giampaolo Ghilardi

Con la conferenza dal titolo “È vero che non esiste il vero?” si è aperto un ciclo di tre incontri filosofici presso il Centro Culturale Montebrè a Lugano, intitolato: “È ancora utile la filosofia per vivere liberi?”. Relatore è il professor Giampaolo Ghilardi, autore di numerose pubblicazioni e docente presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma, dove insegna Antropologia Filosofica, Etica Generale ed Etica della Tecnica.

Il punto di partenza dell’incontro è stato una domanda tanto semplice quanto decisiva: esiste una verità oggettiva oppure tutto è relativo e dipende dai punti di vista? Non si tratta di una questione riservata agli specialisti della filosofia. Dal modo in cui rispondiamo dipendono infatti non solo il nostro modo di pensare, ma anche quello di scegliere e, in fin dei conti, di vivere la libertà. In altre parole, ne va della qualità della nostra vita.

Per affrontare il tema, il relatore ha richiamato anzitutto la posizione dei sofisti dell’antica Grecia, secondo i quali non esiste una verità valida per tutti: ciò che conta è la capacità di convincere e persuadere gli altri. In questa prospettiva, la parola non serve a descrivere la realtà, ma a costruirne una determinata percezione. A questa visione si opposero Socrate e Platone. La loro argomentazione conserva ancora oggi una sorprendente attualità. Se qualcuno afferma che “non esiste il vero”, sta comunque sostenendo che questa affermazione è vera. Si crea così una contraddizione logica: negando l’esistenza della verità, si finisce per presupporla. Da qui nasce il riconoscimento che una verità esiste e che ogni nostra azione, consapevolmente o meno, ne presuppone l’esistenza. Se da una parte questo può sorprenderci, dall’altra ci richiama alla responsabilità di cercarla.

Il rapporto tra verità e libertà

La riflessione si è poi concentrata sul rapporto tra verità e libertà. Spesso si pensa che la libertà consista nel poter scegliere qualsiasi cosa. Tuttavia, una libertà separata dalla verità rischia di trasformarsi in pura arbitrarietà. Per compiere scelte autenticamente umane e di qualità è necessario distinguere il vero dal falso, la realtà dalla sua manipolazione. Per questo la verità non limita la libertà, ma la orienta e la rende possibile. Ma che cos’è, in concreto, la verità? Il professor Ghilardi ha richiamato la celebre definizione di San Tommaso d’Aquino, secondo cui la verità è l’“adeguazione dell’intelletto e della realtà”. In altre parole, è vera una conoscenza che corrisponde a ciò che le cose sono realmente e cercare la verità significa anche impegnarsi a comprendere sempre meglio la realtà, senza fermarsi alle apparenze o alle impressioni del momento.

Il tema appare particolarmente attuale nel contesto contemporaneo, in cui fake news, propaganda e algoritmi influenzano quotidianamente le informazioni su cui basiamo il nostro agire. Questi strumenti possono contribuire a confonderci, rendendo più difficile conoscere il vero e cogliere il senso delle cose. Per questo diventa sempre più importante, accanto all’attenzione ai fatti, sviluppare lo spirito critico e la capacità di discernimento.

La serata si è conclusa con tre idee essenziali da portare a casa: la verità non implica far prevalere la propria posizione su quella degli altri, ma rimane una necessità profondamente umana.

Il ciclo di incontri filosofici proseguirà in autunno sui temi “Libertà senza fondamento” e “Retorica: le buone parole”. Le date verranno comunicate più avanti

Stefano Frondoni

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