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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (29 gennaio 2026)
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  • Esce il volume sul Ciseri: «Pittura sacra e ritratto di una società»

    Dipinti destinati ad un luogo e finiti in un altro (il Date a Cesare quel che è di Cesare), altri commissionati per minuscole e remote frazioni montane (S. Anna e Maria Bambina, nella chiesetta di Rasa, nelle Centovalli), e anche dipinti commissionati per sostituire quadri dello stesso autore troppo grandi per essere collocati nella sede prevista. La storia delle opere di Antonio Ciseri – il più famoso pittore ticinese dell’Ottocento, nato nel 1821 a Ronco sopra Ascona – ha tutti gli elementi per suscitare la curiosità e l’interesse degli storici. E di fatti la ripercorrono e la documentano con precisione e cura del dettaglio i professori Ettore Spalletti e Ilaria Ciseri nel contributo «Le opere di Antonio Ciseri in Ticino», all’interno della pubblicazione «1821-2021. Antonio Ciseri e il Ticino. Pittura sacra e ritratto di una società». Il libro, che verrà presentato al pubblico il 20 ottobre alle 18.30 a Muralto, è edito dalla Casa editrice Dadò e dall’Associazione Antonio Ciseri 2021, che in occasione dei festeggiamenti per il bicentenario della nascita del noto artista ticinese – come spiegato dalla curatrice del volume, la prof.ssa Veronica Provenzale – ha scelto di recensire le opere del Ciseri presenti in Ticino; l’inventario di questo lavoro, che è accluso al libro, è costituito oggi da 83 opere. I contributi del volume – dopo i saluti di Claudio Zali, Paolo Senn e Stefano Gilardi – approfondiscono questo importante lascito: Simonetta Biaggio-Simona illustra «l’itinerario ciseriano »,ideato dall’Ufficio dei Beni culturali; Cristina Sonderegger documenta le fasi che hanno portato alla creazione della collezione Ciseri al Museo d’Arte della Svizzera italiana (MASI); Giulio Foletti fornisce le coordinate per inquadrare, anche dal punto di vista biografico, la presenza del Ciseri in Ticino. Seguono, dopo Ettore Spalletti e Ilaria Ciseri: Ludovico Zappa, che indaga i rapporti tra il Ciseri e Bartolomeo Rusca; Mariangela Agliati Ruggia sull’amicizia di Ciseri con Giacomo Martinetti; Matteo Bianchi sui ritratti di persona del Ciseri, ispirati dalla fotografia.

    Lo studio di Dalmazio Ambrosioni sulle riproduzioni delle opere ciseriane destinate alle case dei fedeli e alle chiese, rivela, invece, come nell’Ottocento, «sulla direttrice Roma-Firenze-Madonna del Sasso, Antonio Ciseri assurge tra i massimi testimonial di arte sacra». In particolare il Trasporto di Cristo al sepolcro, conservato presso la Madonna del Sasso, diventa «una sorta di icona popolare diffusa in molte case del Ticino e su un territorio molto più vasto che da Firenze e Orselina-Locarno si irradiava in tutta Italia». Patrizia Moretti e Francesca Piqué, infine, propongono i risultati di uno studio della SUPSI su tre opere minori del Ciseri. Corona lo studio, il contributo del professor Marino Viganò sulla storia di migrazione dei membri della famiglia Ciseri, già approfondita dallo studioso in un altro libro: Antonio Ciseri. Il protagonista e gli avi nella migrazione artistica ticinese. XVI-XIX secolo.

    Alla pubblicazione del volume si somma, questo mese, l’apertura di diverse mostre: oltre a quelle già aperte al MASI, al Museo Casorella di Locarno, e a Casa Ciseri a Ronco Sopra Ascona, il 29 ottobre alle 18 si inaugurerà quella del Museo S. Materno di Ascona. Una visita guidata alla mostra permanente del santuario della Madonna del Sasso sarà invece condotta da Lara Calderari e Diana Rizzi il 20 novembre alle 14 (iscrizione a dt-ubc@ti.ch).

    La Pinacoteca Züst di Rancate dedica invece una sezione monografica a Giacomo Martinetti, allievo del Ciseri. Informazioni visitando antoniociseri.ch. Per acquistare il volume shop@editore. ch.

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