di Laura Quadri
«Sguardi divini. Cappelle e dipinti murali devozionali del Sopraceneri» è il bel volume pubblicato lo scorso anno dal Centro di dialettologia ed etnografia (CDE). Per proseguire la riflessione sul patrimonio materiale che testimonia la fede dei ticinesi nel passato, il CDE – dopo le prime escursioni nel 2025 – invita ora a rimettersi in cammino, per continuare a studia re dal vivo e più da vicino alcuni dei manufatti illustrati nel volume.
Le tre tappe con guide esperte
La prima escursione, il 19 aprile a Giumaglio, sarà in collaborazione con l’Associazione per la protezione del Patrimonio Artistico e Architettonico di Valmaggia (APAV): «Cammineremo tra le vie del nucleo per soffermarci sulle numerose testimonianze di fede che caratterizzano il villaggio», spiega Francesca Luisoni, collaboratrice scientifica del CDE e guida in questa prima tappa. In seguito, il 26 aprile, con lo stesso intento, «percorreremo la mulattiera che collegava Giornico a Chironico, lungo un itinerario che un tempo rivestiva un’importanza centrale». Le guide, in questo secondo appuntamento, saranno Jessica Beffa, docente e storica, e Paolo Ostinelli, direttore del CDE. Infine, il 10 maggio, «sarà l’occasione per risalire i pendii di Brissago soffermandosi sulla sua storia affascinante grazie alle spiegazioni dell’economista Orlando Nosetti e di Andrea a Marca, collaboratore scientifico del CDE».
A Giumaglio, in particolare, «partiremo dall’entrata del paese a confine con Coglio dove, in prossimità del ponte, vi è una cappella costruita da un esponente della famiglia Pozzi nel ‘700. Guidati da me e Uria Cerini, geografo e geologo, e vice presidente dell’APAV, incontreremo lungo il per corso 16 tra cappelle e dipinti votivi che coprono il periodo tra il ‘700 e il ‘900 inoltrato, due delle quali affrescate da Giovanni Antonio Vanoni, il più celebre dei pittori valmaggesi dell’Ottocento».
Tra le devozioni «si riscontrano la Madonna di Re, raffigurata anche su un grosso macigno sopra al paese noto come Madòna da Scarlásc, e la meno nota Pietà di Cannobbio». Fede privata e fede collettiva Il percorso, come indica il titolo, vuole essere un viaggio tra il labile confine che separa devozione privata e devozione collettiva, mostrando come le cappelle nei secoli siano diventate, molto spesso, «punti di riferimento per l’intera comunità».
Il ciclo di incontri proseguirà con altri due focus tematici: gli eremiti, i pellegrini e gli edifici sacri – per la Leventina – e il tema dei Sacri Monti per Brissago: «In Leventina, anche in collaborazione con il locale Museo, ci si soffermerà sul culto di san Pellegrino visitando l’oratorio a lui dedicato e la cappella edificata proprio sopra la grotta dove, secondo la leggenda, avrebbe dormito il Santo. Rifletteremo anche sull’attribuzione del culto, che all’inizio non concerneva Pellegrino, santo vescovo di Auxerre, ma un personaggio stabilitosi nella zona, oggetto di venerazione dopo la sua morte grazie anche alla presenza, al meno fino alla metà del XVIII secolo, delle sue spoglie nella chiesa del posto. A Brissago, con la Società storica locarnese e l’Antenna ticinese dei Verbanisti, faranno invece da sfondo i numerosi culti di un territorio in cui si contano quasi un centinaio tra cappelle e dipinti murali devozionali, e nei quali spicca per notorietà il Sacro Monte».
Il programma dell’iniziativa nel dettaglio: CDE_Programma_2026
Per le iscrizioni: decs-cde@ti.ch.