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Fondazione don Guanella, cento anni dal Canisio: il libro di Luigi Maffezzoli

di Federico Anzini

«La bellezza della diversità. Dall'Istituto Canisio alla Fondazione don Guanella (1926-2026)» è il libro con cui Luigi Maffezzoli, giornalista e studioso del laicato e delle organizzazioni cattoliche, ripercorre un secolo di vita dell'istituto di Riva San Vitale. Edito da Armando Dadò, è stato presentato sabato 3 ottobre al Cinema Teatro di Chiasso, nella serata che ha aperto il Festival dell'Incontro. Il Festival è promosso dalla Fondazione per il centenario e prosegue da domani a sabato tra Mendrisio, Chiasso e Riva San Vitale. Alla Fondazione premeva raccontare una storia che, dice l'autore, «è piena di luoghi comuni tra la popolazione ma anche di aspetti straordinariamente positivi che sono rimasti finora assolutamente sconosciuti».

Un vescovo dai molti cantieri

All'origine c'è monsignor Aurelio Bacciarini, primo successore di don Luigi Guanella alla guida dei Servi della Carità e vescovo di Lugano dal 1917. I ticinesi lo conoscono bene, ma il libro ne mostra un lato meno frequentato: accanto all'uomo di preghiera, l'organizzatore. «Bacciarini gestisce l'operazione Canisio con una strategia straordinaria», osserva Maffezzoli. Negli stessi anni il vescovo promuove associazioni e sindacati cattolici, sostiene l'Azione cattolica e l'Unione femminile, fonda il Giornale del Popolo e la Compagnia di Santa Teresa del Bambino Gesù. Dietro c'era, secondo l'autore, «una visione di presenza della chiesa nella società». Tanto che, aggiunge, «basterebbero le opere che Bacciarini ha fatto perché possa diventare beato». Dichiarato venerabile nel 2008, Bacciarini attende ancora la beatificazione.

I «barabit» e il metodo preventivo

Per quarant'anni il Canisio accoglie bambini senza una casa, dai sei anni in su. «All'inizio del Novecento in Ticino c'erano un sacco di ragazzini in giro, senza famiglia, che dormivano dove potevano, che vivevano di furtarelli, [...] i famosi barabit, appunto, piccoli barabba, di cui nessuno si occupava». Lo Stato non aveva i mezzi per farlo. Bacciarini trovò alleati in tre uomini delle istituzioni: l'ex consigliere di Stato Giorgio Casella, il maggiore Fridolino Kaufmann, direttore del penitenziario cantonale, e il procuratore pubblico Brenno Gallacchi. «Ci fu una strana e bellissima alleanza», ricorda l'autore. Il «Ta mandi al Canisi!» nasceva da lì, e da una scarsa conoscenza dell'istituto: si immaginava un collegio quasi di reclusione. «In realtà la caratteristica del Canisio era l'applicazione del metodo di Don Bosco, cioè il metodo preventivo dove non c'è castigo, non c'è punizione ma c'è attenzione nei confronti dei ragazzi».

Fuori dalle quattro mura

Negli anni Sessanta lo Stato comincia a farsi carico dei minori in difficoltà, e il Canisio diventa uno dei punti di riferimento della scuola speciale cantonale. Negli ultimi trent'anni gli ospiti diventati adulti si affacciano al mondo del lavoro e vivono nelle unità esterne, «dove si vive come in famiglia educatori e giovani e adulti insieme». I guanelliani oggi sono pochi e il direttore generale, Simone Maritan, è un laico. Maffezzoli non lo legge come un ridimensionamento: «La straordinarietà di certi carismi è che durano nel tempo perché sanno adattarsi ai tempi». E ancora: «Una volta non veniva in mente di coinvolgere il laicato a livello di responsabilità [...] oggi diventa fondamentale l'apporto di laici» che si impegnano nella società.

«Il diverso sei tu»

Il titolo del libro è lo stesso delle iniziative del centenario. Per l'autore nasce da un'esperienza concreta: le giornate e le cene condivise con alcune comunità della Fondazione. «Alla fine della giornata ti rendi conto che il diverso sei tu, non sono loro». Lo scambio, per lui, va nei due sensi: «Loro scoprono il diverso che sono io e io scopro il diverso che sono loro». Senza negare le fatiche: «L'importante è non negare i limiti ma riuscire a superarli tutti insieme».

Dal palco di Quirino Rossi al parco di Gianni

Tra le storie ritrovate c'è quella di Quirino Rossi, entrato al Canisio nel 1935. Lì imparò il mestiere di falegname e, secondo le carte consultate dall'autore, recitò le prime parti, prima di diventare uno dei volti più amati del teatro dialettale. La figura che resta di più, però, è quella di un perfetto sconosciuto. Gianni Quadri era un ragazzo dell'istituto guanelliano di Pollegio. Quando i guanelliani lasciarono Pollegio, nel 1983, chiese di seguire a Riva un anziano sacerdote della congregazione e di restare anche lui, offrendo il suo lavoro gratuitamente. È ancora lì. «Se c'è un parco a Riva San Vitale rigoglioso e bellissimo è anche grazie alla cura che ne fa Gianni».

Il senso del Festival, per Maffezzoli, è mostrare l'istituto «non semplicemente come un luogo chiuso ma un luogo aperto alla realtà locale del Mendrisiotto». Da domani le giornate delle scuole, della formazione e delle famiglie lo metteranno alla prova. Gianni, intanto, continuerà con la medesima dedizione a curare il parco del Canisio.

Festival dell'Incontro: tre giornate tra Mendrisio, Chiasso e Riva San Vitale

Dopo la serata di apertura del 3 ottobre a Chiasso, il Festival dell'Incontro entra nel vivo. La rassegna è promossa dalla Fondazione Don Guanella per il centenario e porta il titolo «La bellezza della diversità». Propone tre giornate dedicate all'inclusione, ciascuna con un pubblico diverso: le scuole, i professionisti, le famiglie.

Giovedì 8 ottobre – «Diversi, ma Unici»
Giornata delle scuole

  • Mendrisio, Cinema Multisala Teatro (scuole elementari), ore 9:30 e 14:00: proiezione di cortometraggi realizzati da ragazzi con disabilità, seguita da un dialogo con i protagonisti.

  • Chiasso, Cinema Teatro (scuole medie), ore 9:30 e 14:00: spettacolo «Io Pinocchio» del Teatro Danzabile, seguito da un confronto con il pubblico.

Venerdì 9 ottobre – «Dialoghi sull'Inclusione»
Giornata della formazione, Riva San Vitale

  • Ore 8:00: accoglienza.

  • Dalle 8:30 alle 18:00: quattro sessioni con due workshop paralleli ciascuna. I temi sono minori e transizione alla vita adulta, raccontare l'inclusione, sport, abitare e vita indipendente, lavoro inclusivo e impresa sociale, arte e cultura, volontariato, diritti e politiche inclusive.

  • Ore 20:30, Mendrisio: spettacolo «Le avventure di Pinocchio» dei Giullari di Gulliver.

La giornata si rivolge a operatori sociali, insegnanti, imprese e istituzioni. È necessaria l'iscrizione online, con possibilità di prenotare il pranzo (CHF 15) e la carta di trasporto giornaliera (CHF 5).

Sabato 10 ottobre – Giornata delle famiglie e della comunità
Mendrisio, LaFilanda, Mercato Coperto e Palestra del Liceo, dalle 9:00 alle 16:00

  • Ore 9:00: caffè di apertura; ore 9:45: musica.

  • Ore 10:00: laboratorio «Micro Macro»; ore 10:15: tavola rotonda con testimonianze.

  • Dalle 11:00: esposizioni e laboratori; dalle 12:00: street food.

  • Ore 15:00: partita di baskin; ore 16:00: festa danzante finale.

La giornata sarà trasmessa in diretta su Rete Uno nella trasmissione «Diamoci una mano». È aperta a tutti.

Informazioni e iscrizioni: festivaldellincontro.ch – info@festivaldellincontro.ch

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