Intervista di Cristina Vonzun/catt.ch e catholica/cdt
Il 2 giugno alla Facoltà di teologia di Lugano (FTL) è stato presentato il nuovo Istituto di Mariologia diretto dal prof. Manfred Hauke. Ne parliamo con il professore.
Prof. Hauke, qual è lo scopo di questo Istituto di mariologia?
Lo scopo riguarda l’insegnamento, la ricerca e anche la divulgazione per un ampio pubblico. L’Istituto rende più visibile e rafforza l’insegnamento già in atto da molti anni (come seguire tesi di licenza e di dottorato con un tema mariano), potrà unire in conferenze e incontri dei ricercatori su vari temi e organizzare anche eventi aperti a tutte le persone interessate.
Stiamo ultimando un itinerario che porta ad un certificato per la preparazione di collaboratori (chierici, religiosi e laici) di santuari mariani («Certificate of advanced studies», CAS), seguendo gli esempi già iniziati presso la FTL per l’Educazione religiosa in Età Scolastica e per l’Assistenza Spirituale in ambito Sanitario. Del programma potrà fare parte il corso istituzionale di Mariologia, tenuto dal sottoscritto, che si svolgerà nel semestre autunnale prossimo.
Quali sono i due o tre temi che attualmente vanno per la maggiore nella ricerca nel campo della mariologia?
Nella ricerca vi è un forte recupero del tema della mediazione materna di Maria in Cristo, per formularlo con il titolo della terza parte dell’enciclica «Redemptoris Mater» di S. Giovanni Paolo II. Il recente documento del Dicastero per la Dottrina della Fede su alcuni titoli mariani legati alla cooperazione di Maria all’opera salvifica (2025) ha fatto ancora crescere questo interesse. Un altro settore molto ampio sono le «mariofanie», cioè le apparizioni mariane e altri interventi straordinari della Madre di Dio i quali richiedono un discernimento riguardante la loro origine e il loro messaggio profetico. Un segno per questo interesse è «l’Osservatorio sulle apparizioni e i fenomeni mistici che riguardano la Vergine Maria nel mondo» creato nel 2023 presso la Pontificia Academia Mariana Internationalis. La mariologia è un «crocevia» dei grandi temi della teologia cattolica. Come ha osservato il Cardinale tedesco Leo Scheffczyk, nella figura di Maria si rispecchiano specialmente la dottrina di Dio, la cristologia, l’ecclesiologia, la dottrina della grazia e l’escatologia. Secondo il Vaticano II, Maria «in qualche modo compendia in sé e irraggia le principali verità della fede» (Lumen gentium 65).
In che modo l’Istituto vuole entrare in dialogo - oltre alla proposta del menzionato CAS - con la realtà della diocesi di Lugano?
Nella diocesi di Lugano esistono vari santuari e associazioni mariane che potranno ricevere sostegno dal lavoro del nuovo «Institutum Marianum Luganense» con articoli scientifici, conferenze divulgative sul territorio e altre iniziative, magari in riferimento a pellegrinaggi mariani oppure la preparazione di filmati, seguendo l’esempio di vari filmati fatti in tedesco con Kephas-TV su santuari mariani legati all’operato pastorale di S. Carlo Borromeo (Treviglio, Caravaggio, Rho, Saronno). Il corso previsto sui santuari mariani, preparato da una tesi dottorale sul documento pontificio recente «Sanctuarium in Ecclesia», dovrà valorizzare soprattutto l’impatto sulla nuova evangelizzazione dove i santuari spesso svolgono un ruolo paragonabile ad un’ «oasi» che rinfresca la vita di fede.
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