Leone XIV ha appreso con “dolore” la tragica notizia delle tante vittime e delle “devastazioni” causate dalla recente alluvione che ha interessato il Nepal. In un telegramma a firma del segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, il Papa affida le “anime dei defunti” alla misericordia di Dio, esprime le sue “più sentite condoglianze” ai familiari delle vittime. Sono almeno 630 le persone morte e molte risultano ancora disperse a causa della catastrofe naturale. Ingenti i danni materiali: strade, ponti, abitazioni e infrastrutture idroelettriche sono stati distrutti. Il Pontefice assicura la sua “spirituale vicinanza” a tutte le persone colpite da questa “tragedia” e assicura la sua preghiera per tutto il “personale di emergenza”, tutt’ora impegnato nelle operazioni di soccorso ed invoca su tutti la “protezione divina”.
Ingenti danni umani e materiali
Sebbene la causa del disastro sia ancora al vaglio degli esperti, immagini satellitari ed analisi sismiche mostrerebbero che mercoledì 26 agosto, un collasso glaciale in alta quota avrebbe provocato la piena improvvisa del fiume Bhote Koshi nel distretto di Rasuwa, vicino al confine tra Tibet e Cina. Duramente colpite dall'alluvione le località di Timure, Syaphrubesi e altri insediamenti lungo il corso del fiume.
Invio di aiuto da parte del papa
Leone XIV ha inviato un sostegno economico, concordato con la Nunziatura Apostolica del Nepal, per le necessità più urgenti della popolazione colpita dalla catastrofe. Il contributo aiuterà Caritas Nepal, che opera sotto la direzione del Vicariato Apostolico, nelle attività già in corso fin dalle prime ore dopo l’alluvione, ovvero fornire assistenza immediata con cibo, generi di prima necessità e spazi di accoglienza per chi ha perso tutto.
“Si tratta di un primo aiuto che il Santo Padre, come in altre occasioni, ha voluto inviare per le urgenze primarie della popolazione” spiega il prefetto del Dicastero per il Servizio della Carità, l’arcivescovo Luis Marín de San Martín: “E’ un segno rapido e concreto per trasmettere, soprattutto ai più vulnerabili, la vicinanza e la tenerezza del Santo Padre, come una carezza della Chiesa che li accompagna e li sostiene”.
Fonte: Vatican News
(ultimo aggiornamento: 29 agosto)