Come professionisti della comunicazione sociale di ispirazione cattolica, vi incoraggio ad essere seminatori di parole buone, artefici di una parola che abbraccia, di una comunicazione capace di riunire ciò che è spezzato, di un balsamo sulle ferite dell'umanità.
È l’invito di Papa Leone XIV alla Fédération des Médias Catholiques che riunita a Lourdes dal 21 al 23 gennaio, sta riflettendo sul tema “Media cattolici, media per chi”. A quanti lavorano nell'ambito della comunicazione cattolica, che stanno vivendo le Giornate di san Francesco di Sales, patrono della stampa cattolica, giunte alla 29.ma edizione, dal Pontefice un messaggio in francese, a firma del cardinale Pietro Parolin, letto questo pomeriggio da Emmanuel Bonnet, presidente della Federazione francese dei Media Cattolici.
Parole che edifichino
Il Papa loda l'iniziativa annuale della Federazione, che apre un confronto sui "grandi temi dell'informazione" e sul contributo che ad essa possono apportare i media cattolici, vivendo esperienze condivise di preghiera e raccoglimento. Focalizzandosi sul tema della "responsabilità" degli operatori della comunicazione "in un mondo polarizzato", Leone XIV ricorda come fin dall'inizio del suo ministero petrino abbia sottolineato la necessità di promuovere un'informazione "disarmata e disarmante che ci consenta di avere uno sguardo libero da pregiudizi e rispettoso della dignità di ognuno".
Abbiamo bisogno di parole che ricucino le lacerazioni della vita, di parole che edifichino comunità laddove l’inimicizia separa le persone e i popoli. “Dobbiamo dire “no” alla guerra delle parole e delle immagini.
Tornare alle "ragioni del cuore"
Nell'epoca odierna, prosegue il Pontefice nel messaggio, segnata "dall'irruzione dell'intelligenza artificiale, si denota l'urgenza di ritornare "alle ragioni del cuore", alla "centralità delle buone relazioni" e alla "capacità di avvicinarsi" al prossimo, senza esclusioni.
E questa urgenza trova una risposta nel servizio della verità che i media cattolici possono offrire a tutti, anche a quanti non credono.
L’esempio di padre Hamel, uomo del dialogo e dell’ascolto
Il Papa esorta a guardare l’esempio di padre Jacques Hamel, il servo di Dio ucciso in odio alla fede il 26 luglio 2016 mentre celebrava la Messa nella chiesa di Santo Stefano, a Saint-Étienne-du-Rouvray, presso Rouen. A lui, infatti, è dedicato un premio che viene assegnato ai giornalisti che si impegnano a promuovere la pace e il dialogo interreligioso.
Padre Hamel è stato testimone della fede fino al dono della propria vita. Ha sempre creduto nel valore del dialogo e dell'ascolto reciproco e paziente. Padre Hamel era convinto che fosse urgente saper mostrarsi vicini agli altri, senza eccezioni.
Non lasciarsi spaventare dalla diversità
“Per conoscersi - si legge nel messaggio - bisogna incontrarsi senza lasciarsi spaventare dalle differenze, pronti a lottare per ciò che siamo e per ciò in cui crediamo”.
Che il suo esempio vi incoraggi ad essere ricercatori della verità nell'amore che spiega tutto, artefici di una parola che abbraccia, di una comunicazione capace di riunire ciò che è spezzato, di un balsamo sulle ferite dell'umanità.
Non escludere nessuno
Leone XIV ricorda, poi, che nella comunicazione di oggi, segnata dall’“irruzione dell'intelligenza artificiale”, è urgente ritrovare “le ragioni del cuore”, dare spazio “alle buone relazioni” sempre incontro agli altri “senza escludere nessuno”.
E questa urgenza trova risposta nel servizio alla verità che i media cattolici possono offrire a tutti, anche a chi non crede.
Le Giornate di san Francesco di Sales
Le giornate di Lourdes, organizzate sotto l'egida della Federazione dei Media Cattolici in collaborazione con il Dicastero per la Comunicazione, sono suddivise in sottosezioni, con dibattiti per discutere, in particolare, delle sfide della tecnologia digitale, dei nuovi attori dei media cattolici, in particolare quelli che sfruttano i social network, nonché della condizione minoritaria del cattolicesimo in Francia.
Fonte: Vatican News