“Anche durante il viaggio in Canada non ho mai smesso di pregare per il popolo ucraino, aggredito e martoriato, chiedendo a Dio di liberarlo dal flagello della guerra. Se si guardasse la realtà oggettivamente, considerando i danni che ogni giorno di guerra porta a quella popolazione ma anche al mondo intero, l’unica cosa ragionevole da fare sarebbe fermarsi e negoziare. Che la saggezza ispiri passi concreti di pace”. Questo il nuovo appello di Francesco al termine dell’Angelus dalla finestra della Terza Loggia, affacciata su piazza San Pietro.
Nella breve catechesi prima della recita dell’Angelus, il Pontefice si è concentrato sul tema della ricchezza che porta a fare il male. “Pensiamo – ha scandito – anche alle guerre e ai conflitti: quasi sempre c’entrano la brama di risorse e ricchezze. Quanti interessi ci sono dietro a una guerra! Di sicuro uno di questi è il commercio delle armi”. Per Francesco la cupidigia è una “malattia pericolosa” per la società. E il commercio delle armi che “è uno scandalo a cui non possiamo e non dobbiamo rassegnarci”, ha aggiunto a braccio.
Francesco ha chiesto ai presenti in piazza San Pietro di fuggire la cupidigia: “E’ una malattia che distrugge le persone, perchè la fame di possesso crea dipendenza. Soprattutto chi ha tanto non si accontenta mai: vuole sempre di più, e solo per se”. Il Pontefice ha raccomandato di non diventare schiavi del denaro perchè così l’uomo è “schiavo di ciò che paradossalmente doveva servirgli per vivere libero e sereno”.
“Siamo arrivati oggi ad altri paradossi, a un’ingiustizia come mai prima nella storia – ha osservato – dove pochi hanno tanto e tanti hanno poco. Pensiamo anche alle guerre e ai conflitti: quasi sempre c’entrano la brama di risorse e ricchezze. Quanti interessi ci sono dietro a una guerra! Di sicuro uno di questi è il commercio delle armi”. Quindi Francesco ha concluso: “La vita non dipende da ciò che si possiede. Dipende invece dalle buone relazioni: con Dio, con gli altri e anche con chi ha di meno”.
fonte: farodiroma/red