Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (28 gennaio 2026)
Advertisement
  • L’amore resta il sogno più grande

    A volta capita di fermarsi un attimo e di prendersi del tempo per fare due conti: con quello che è stato ieri, con quello che sta accadendo adesso, con quello che ci attende più avanti e che, a certe condizioni, potrebbe esistere domani. Ma oltre alle cose che dipendono da noi, nell’istante della paura, nel passaggio della riflessione arriva e si impone un pensiero e un ricordo che non è per nulla facile lanciare nel cestino della propria storia personale: il ricordo delle occasioni sprecate nella vita, la memoria di quei buchi di vita che rimangono talvolta aperti negli anni, fino a trasformarsi via via in ricettacolo di tutto ciò che inizierà a nascondersi dentro la loro oscurità.

    Quanto ne siamo certi, che quello che ci viene sottratto da giovani non basta una vita per recuperarlo. Che si tratti di cose strettamente personali, molto più spesso che si tratti di altre cose, espressione di sentieri e di percorsi di Chiesa. Guardando indietro, osservando con umiltà i più diversi cammini di Vangelo e di fede che hanno caratterizzato ciascuna esperienza di Cristianesimo, la scoperta più grande è riaffermare la verità più grande, che cioè nella Chiesa non siamo numeri ma anima, percorsi unici ed originali di vita, mai che massa indistinta, senza volti e senza nomi.

    Nel silenzio delle grandi stanze, che raccontano la storia di tante persone credenti e di altrettanti vissuti delle nostre Chiese, quanto diventa forte oggi l’invito di tenere tutti la testa libera dai sinuosi dettagli delle nostre soggettive operosità, perché lungo la via del Vangelo le cose di ogni giorno non abbiano mai il sopravvento sull’essere delle persone, le tante attività quotidiane su quella scelta di fondo che dà il senso di tutto ciò che esiste, l’amore.

    Certo, non numeri ma anima, riaffermando ogniqualvolta il primato della persona, anche là dove registriamo l’errore umano. Diventa chiaro, allora, che lungo il cammino del Vangelo non esistono collaboratori sbagliati, bensì esistono collaboratori messi in ruoli sbagliati. Ed è solo la legge dell’amore ad aiutare tutti a discernere fin d’ora il posto di ciascuno, dentro il grande viaggio del Regno di Dio.

    don Sergio Carettoni

    News correlate

    Giubileo delle équipe sinodali: Roma accoglie duemila delegati da tutto il mondo. Presente anche il Ticino

    Dal 24 al 26 ottobre oltre duemila membri delle équipe sinodali parteciperanno a Roma al Giubileo dedicato alla fase di attuazione del Sinodo. Tra loro una ventina di delegati svizzeri, tra cui 5 rappresentanti della diocesi di Lugano.

    Eugenio Corecco, profeta della Chiesa sinodale

    Nel 30° anniversario della morte di mons. Eugenio Corecco, un’edizione speciale del Bollettino ne celebra l’eredità profetica: la visione della Chiesa come comunione, il valore dei carismi e un diritto canonico della grazia, temi oggi centrali nel cammino sinodale della Chiesa. Sabato 11 ottobre la giornata degli Amici a Breganzona-Lucino con P. Mauro Lepori.

    Alcune sfide aperte dal Sinodo a favore di una piena corresponsabilità

    Il cardinale Coccopalmerio, a Lugano per ricordare mons. Corecco, riflette sul futuro sinodale della Chiesa: più partecipazione, dialogo e corresponsabilità. Propone consigli pastorali obbligatori e voto deliberativo per una vera sinodalità guidata dallo Spirito.

    La Rete pastorale «Madonna della Fontana» del locarnese tra gli esempi di sinodalità

    «Un cammino di ascolto reciproco, per nuove modalità di essere comunità»

    «Ruminatio sinodale»: Ut unum sint

    Settimo tema: «Cristiani ecumenici». Continua la riflessione di don Sergio Carettoni sui temi sinodali.

    «Ruminatio sinodale»: Che ci sia un inizio, ma anche una fine

    Settimo tema: «Cristiani ecumenici». Continua la riflessione di don Sergio Carettoni sui temi sinodali.

    News più lette