Di fronte alla volontà del Consiglio federale e del Parlamento di ridurre l'aiuto pubblico allo sviluppo, una quarantina di opere di soccorso svizzere si mobilitano per ribadire quanto la cooperazione internazionale sia una posta in gioco importante per il Paese.
Questa campagna riunisce una quarantina di organizzazioni svizzere che, a partire da agosto 2026, si esprimono per la prima volta con una sola voce. Sotto lo slogan «Ci siamo», le ONG ricordano che il loro lavoro è oggi più importante che mai. Vogliono sensibilizzare il pubblico su ciò che è in gioco quando la cooperazione viene indebolita.
La stabilità e il senso di sicurezza non sono scontati. Si costruiscono quando le persone si sostengono a vicenda, si assumono le proprie responsabilità e creano insieme prospettive future. È esattamente ciò che fanno le organizzazioni di cooperazione allo sviluppo in tutto il mondo, insieme alle loro organizzazioni partner e a milioni di persone impegnate. Anche la Svizzera ne beneficia: la nostra prosperità e la nostra sicurezza dipendono da un mondo stabile, pacifico e solidale, sottolineano le ONG.
Risparmiare oggi può costare caro domani
In molti paesi del Sud globale, le opere di soccorso svizzere contribuiscono a garantire l'accesso all'acqua potabile, all'alimentazione e alla formazione. Aprono prospettive in regioni fragili e creano le condizioni necessarie allo sviluppo economico e agli scambi commerciali, anche con la Svizzera. Quando scoppia una crisi, le opere di soccorso svizzere sono spesso già presenti sul posto. La cooperazione internazionale agisce laddove gli accordi e la diplomazia non bastano.
È proprio per queste ragioni che i tagli alla cooperazione internazionale sono così dannosi. Essa rappresenta, infatti, una delle risposte più efficaci e meno costose agli sfollamenti forzati, alla radicalizzazione e all'instabilità, sfide che riguardano anche la Svizzera.
Risparmiare oggi significa rischiare di dover assumere domani costi politici ed economici nettamente più elevati e difficili da gestire. I progetti di risparmio della Confederazione appaiono quindi particolarmente difficili da comprendere, deplora la campagna.
Mostrare l'impatto
Di fatto, la popolazione non condivide la politica di risparmio della Confederazione. Secondo un sondaggio del Politecnico federale di Zurigo (ETHZ) realizzato nel 2026, circa il 77% degli intervistati si è espresso a favore del mantenimento o dell'aumento delle risorse destinate alla cooperazione internazionale. Questo divario tra l'opinione della popolazione e la politica di risparmio del governo è raramente affrontato nel dibattito pubblico.
La campagna è sostenuta in particolare da Action de Carême, Brücke Le Pont, Caritas Svizzera, Comundo, EPER, l'Esercito della Salvezza, Helvetas, Solidar Svizzera, SolidarMed, SOS Villaggi dei Bambini Svizzera, SWISSAID, Terre des hommes, Unité, Vivamos, Veterinari Senza Frontiere Svizzera e World Vision.
fonte: cath.ch/com/mp/trad. catt.ch