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Mer 15 apr | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
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    Le reazioni dei cattolici USA alle parole di Donald Trump contro papa Leone

    Continua il dibattito a distanza sollevato da Trump riguardo al ministero sociale di papa Prevost. Intanto il Papa prosegue il suo viaggio in Africa, con la prossima tappa che è il Cameron.

    Nella giornata del 14 aprile dapprima il cattolico vice presidente degli Stati Uniti, J. D. Vance ha ulteriormente rincarato la dose con una dichiarazione nella quale ha detto che il Vaticano “dovrebbe attenersi alle questioni morali”, lasciando che il presidente USA si occupi di politica. È evidente che Vance non considera gli appelli del Papa alla pace e al rispetto del diritto internazionale, iscritti nell’etica sociale cattolica e parte del ministero morale del Pontefice. Ma qui c’è tutto il limite anche culturale dell’attuale amministrazione americana.

    Trump: “Non ho nulla di cui scusarmi con Leone”

    Dal canto suo Trump alla trasmissione “60 Minutes”, ha ribadito le sue critiche a Leone: «Il Papa dice cose sbagliate e non credo che debba occuparsi di politica». Alla domanda se intendesse contattarlo, ha risposto con un secco «no», confermando che «non ho nulla di cui scusarmi». Poi ha rincarato la dose in un’altra intervista al Corriere della Sera: «Il Papa non ha idea di cosa sta succedendo in Iran – ha detto – non capisce e non dovrebbe parlare di guerra».

    Le reazioni del presidente dei vescovi USA e di alcuni gruppi cristiani negli Stati Uniti

    Dopo le parole del presidente dei vescovi americani l’arcivescovo Paul Stagg Coakley rivolte a Trump nelle quali si legge “Papa Leone non è suo rivale, né il Papa è un politico. È il Vicario di Cristo che parla a partire dalla verità del Vangelo e per la cura delle anime”, sono altre le voci raccolte. Avvenire ha proposto alcuni interventi anche di cattolici vicini all’attuale amministrazione americana.

    John Yep, presidente di Catholics for Catholics, associazione che negli anni ha mantenuto rapporti stretti con l’entourage trumpiano e ha organizzato eventi anche a Mar-a-Lago, ha parlato apertamente di «tristezza e frustrazione».

    «Siamo davvero confusi da questo presidente – ha detto – dopo che i cattolici gli hanno dato un voto così forte, sta trattando la nostra fede con tale mancanza di rispetto».

    Una preoccupazione simile emerge anche da altri ambienti conservatori. Joshua Mercer, cofondatore di CatholicVote – organizzazione che nel 2024 contribuì a consolidare il sostegno cattolico a Trump – ha ammesso che «non dovresti veramente commettere errori come questo», riconoscendo il rischio politico di uno scontro aperto con il Papa.

    L’immagine messianica di Trump

    Le reazioni si sono concentrate anche sulla diffusione dell’immagine AI in cui Trump appariva con tratti cristologici, mentre imponeva le mani a un malato, poi rimossa dallo stesso presidente che ha negato paralleli religiosi dicendo che in realtà si trattava di lui vestito da medico che guarisce i malati (ma qui si arriva a misconoscere la realtà).

    L'immagine messianica postata sul suo social Truth da Trump (lui dice essere un medico)
    L'immagine messianica postata sul suo social Truth da Trump (lui dice essere un medico)

    Il pastore Douglas Wilson, ministro protestante evangelico statunitense influente nella destra religiosa americana, l’ha definita senza esitazioni «blasfema», mentre numerose voci cattoliche ed evangeliche hanno parlato di «insulto ai credenti». Anche figure mediatiche del mondo cattolico, come Matt Fradd, hanno invitato i fedeli a reagire con la preghiera, chiedendo di recitare il rosario «per tutti i bestemmiatori».

    Il disagio ha attraversato anche ambienti solitamente allineati con Trump. Rod Dreher, scrittore cristiano, ha dichiarato che «non c’è alcun vantaggio per un politico nel litigare con il Papa» o nel considerarlo «nient’altro che un leader politico in veste bianca».

    Più duro il suo giudizio sul fotomontaggio: «Non sto dicendo che Trump sia l’Anticristo, ma sta irradiando lo spirito dell’Anticristo», ha detto.

    La decisione di rimuovere il post con l’immagine è stata letta come un segnale di cautela della Casa Bianca, anche se il presidente l’ha motivata sostenendo che «la gente era confusa».

    Alcuni strateghi repubblicani, infatti, temono che episodi di questo tipo possano erodere il sostegno cattolico in vista delle elezioni di midterm di novembre, già considerate impegnative per il partito del presidente.

    Altri, come Steve Bannon, ritengono invece che la linea dura contro il Papa possa rafforzare una parte della base conservatrice, soprattutto sul tema dell’immigrazione. Trump continua a definirsi cristiano e nella sua Amministrazione figurano numerosi cattolici, almeno otto membri del suo governo, tra cui il vicepresidente J.D. Vance e il segretario di Stato Marco Rubio. Allo stesso tempo, Leone XIV, primo pontefice americano della storia, gode di una visibilità e di un consenso rilevanti negli Stati Uniti: un sondaggio della NBC lo descrive come più popolare del presidente tra gli americani.

    «È difficile capire se questo segnerà un punto di rottura – ha osservato David Gibson, direttore del Center on Religion and Culture della Fordham University –. È un momento importante: i cattolici americani sceglieranno il Papa o il presidente?»

    fonte: avvenire/agenzie/catt.ch

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