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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (19 gennaio 2026)
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  • La Confraternita di Sessa

    Alla Facoltà di teologia di Lugano il Convegno internazionale dedicato alle Confraternite. L'intervento del card. Bagnasco

    «Le confraternite tra sfide e opportunità». È questo il titolo del Convegno internazionale iniziato giovedì scorso e in corso in queste ore presso l’Università della Svizzera italiana su iniziativa della Facoltà di teologia di Lugano. Un secondo importante appuntamento dopo il primo convegno del 2020 dedicato alla figura di S. Carlo Borromeo, svoltosi allora in concomitanza della prima edizione del Forum paneuropeo delle Confraternite e questa volta inaugurato dalla lectio magistralis del cardinale Angelo Bagnasco.

    Una realtà viva della Chiesa

    Due le sue attenzioni: distinguere le pratiche caritative operate in seno alle confraternite dall’ umanitarismo filantropico e, poi, poterle inquadrare all’interno di un contesto europeo più ampio: «A distanza di tempo, il mondo è cambiato e può sorgere la domanda spontanea: hanno ancora senso queste aggregazioni o sono un retaggio del passato? La domanda è comprensibile ma per poter dire qualcosa è necessario partire dal mistero della Chiesa, dato che le confraternite sono realtà ecclesiali. La Chiesa è fatta di uomini ma non dagli uomini, è fatta da Cristo. Questo vale anche per le confraternite: rispondono alla presenza viva di Cristo».

    Una risposta al secolarismo

    Oggi, in Europa, rende noto il cardinale «si contano 27’000 confraternite per un totale di oltre 6 milioni di aderenti. Ma la vera domanda è: perché proprio nel nostro continente?». A questa questione Bagnasco risponde in modo duplice: «Ritroviamo attualmente in Occidente almeno due linee di pensiero: il diffuso secolarismo – se c’è Dio, non mi interessa come rilevava nel suo saggio sull’ateismo il filosofo e teologo Cornelio Fabro – e l’individualismo come atteggiamento di fondo, che deriva dall’irrilevanza della religione come legame (religo) con Dio. La conseguenza? Non sapendo più di chi è, l’uomo non sa più chi è. Ma se non sono di nessuno non interesso a nessuno».

    Ecco dunque spiegata l’attualità ma anche il rifiorire recente, secondo il cardinale, delle confraternite e il loro perdurare: «Hanno una lunga storia ma anche una grande attualità, proprio perché sono dei gruppi identificati. Il mondo - ha proseguito Bagnasco - insegna che la parola identità è una parola brutta. Non è vero! È una parola bella e importante. Se non c’è una identità a che cosa posso appartenere?».

    Nell’intervento successivo del rettore Roux l’invito ad «andare al cuore di questa esperienza esistenziale. Non è più sufficiente dire che le confraternite siano una forma puramente folcloristica: in esse c’è un cuore. Per questo dobbiamo essere consapevoli dello sguardo con cui andiamo a guardare questa storia. Affinché non accada che per una narrativa estranea venga gettato via un dono prezioso dello Spirito».

    Per il programma completo: 30esimo-ftl-convegno-confraternite-2023-programma.pdf (teologialugano.ch)

    (LQ)

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