di Federico Anzini
Si comincia salendo. Il nuovo anno pastorale della Diocesi di Lugano non si apre in cattedrale ma a 1530 metri, dove il fiato si accorcia e lo sguardo si allarga: sabato 12 settembre l'appuntamento è all'Alpe Foppa, sul Monte Tamaro, per una giornata pensata anzitutto per ragazzi e giovani, con le famiglie e chiunque voglia esserci. Al centro, alle 15.00, la Santa Messa presieduta dall'amministratore apostolico, il vescovo Alain de Raemy. Organizzano la Pastorale giovanile e la Pastorale familiare diocesane.
Si parte alle otto, a piedi o in cabinovia
Chi vuole camminare parte dal posteggio della telecabina alle 8.00 e sale verso l'Alpe Foppa. Dalle 9.00 la cabinovia di Rivera applica il mezzo prezzo a chi annuncia alla cassa la partecipazione alla giornata diocesana. Alle 12.00, davanti alla statua della Madonna, accoglienza e preghiera dell'Angelus. Poi il pranzo al sacco: ognuno porta da casa.
Dalle 13.30 il pomeriggio si divide per fasce d'età fra gioco, incontro, confronto e preghiera. Per i più piccoli c'è «Mago Magone», al secolo Fra Adriano, francescano che da anni fa catechesi con i giochi di prestigio. Dalle 17.00 Splash e Spa a metà prezzo.
Un versetto preso in prestito dall'estate
«Guardate a lui e sarete raggianti», Salmo 34. È lo stesso versetto che fa da sottotitolo al GREST 2026, il percorso estivo costruito attorno all'ottavo centenario della morte di san Francesco. La scelta lega settembre all’estate: quello che ragazzi e animatori hanno vissuto nelle parrocchie non viene archiviato con le vacanze, ma rimesso in gioco. Sullo sfondo resta il cammino comune diocesano «Ripartire da Cristo, insieme», aperto nel 2025-2026.
La statua, Corecco e una fede che cammina
Il bronzo davanti al quale ci si ritrova a mezzogiorno ha una storia. È la Madonna del Tamaro, benedetta da Giovanni Paolo II a Lugano nel giugno 1984 e portata in quota dai giovani della diocesi l'anno successivo. Attorno a quella statua il vescovo Eugenio Corecco, alla guida della Chiesa ticinese dal 1986 al 1995, ha costruito un appuntamento fisso con le nuove generazioni: non una gita, ma un modo di mostrare che la fede si regge camminando insieme. Nel giugno 1994, con la malattia ormai avanzata, salì lo stesso: sul Tamaro c'erano più di mille giovani.
Quell'impronta è rimasta. Si sale, si suda, si mangia da un sacchetto, si prega davanti a una statua, si canta e gioca insieme: un popolo festoso in cammino. Il maltempo ha fatto saltare la giornata due volte nel 2023 e nel 2025 l'apertura si era spostata sul Monte Cardada, sopra Locarno; il ritorno all'Alpe Foppa la riporta al luogo d'origine.
L'orizzonte è Seoul
Lo sguardo, intanto, va già oltre il Ticino: la Giornata mondiale della gioventù di Seoul, dal 3 all'8 agosto 2027, sul tema «Abbiate coraggio: io ho vinto il mondo». Sarà la prima GMG in un Paese a maggioranza non cristiana. Da qui a lì la Pastorale giovanile annuncia un calendario fitto di proposte.
In caso di brutto tempo ci si sposta nella sala multiuso di Sant'Antonino: niente panorama, ma la giornata si fa lo stesso. Quarant'anni abbondanti dopo quella prima salita, la Madonnina del Tamaro aspetta una generazione cresciuta con lo schermo in mano e poca fiducia nelle istituzioni, eppure affamata di legami veri e di adulti che non fingano. Ragazzi che chiedono meno prediche e più compagnia. Il Tamaro non promette risposte: offre una salita, un pranzo condiviso, una giornata insieme. La speranza, quella cristiana, somiglia al pranzo al sacco: si porta da casa, ma si apre insieme. La Chiesa comincia lì, in un'amicizia, dietro a Cristo.