Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
no_image

Nawalny, oppositore di Putin, muore in carcere. Ritratto di un martire della libertà

"Il mondo ha perso un combattente il cui coraggio attraverserà le generazioni”. Sono parole di Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, appena saputo della morte di Alexei Navalny; la notizia sta facendo il giro del mondo. Il principale oppositore di Vladimir Putin sarebbe deceduto, secondo la tv di Stato russa, per una embolia nella colonia carceraria artica dove stava scontando una pena di 19 anni, come si legge in un comunicato diffuso dal servizio penitenziario federale russo. «Navalny si è sentito male dopo la passeggiata, perdendo conoscenza quasi subito. Il personale medico è arrivato immediatamente ed è stata chiamata l'ambulanza. Sono state eseguite le misure di rianimazione che non hanno dato risultati positivi. I paramedici hanno confermato la morte del condannato. Si stanno accertando le cause della morte stabilito», si legge nel comunicato, ma il mondo non crede alla fine occidentale del dissidente, che ha seguito la sorte di Anna Politkovskaja e di tanti oppositori del regime putiniano. Era detenuto dal gennaio del 2021, senza un equo processo, nelle carceri del regime russo. A dicembre il leader dell'opposizione russa è stato spostato dal carcere Kovrov durante un trasferimento durato 20 giorni fino al carcere di Kharp situato a 1.900 chilometri a nord-est di Mosca. Lo storico oppositore di Putin era rientrato in Russia nel 2021 volontariamente, dopo che a seguito di un tentativo di avvelenamento avvenuto nel 2020 era stato curato in Germania. Un coraggio il suo, da martire contemporaneo. Infatti, poco dopo il rientro in patria, Navalny subì l'arresto e la segregazione in carcere.

Chi era Navalny?

Alexey Navalny è stato un avvocato, attivista e politico russo che si è guadagnato fama internazionale come principale oppositore del presidente Vladimir Putin. Le sue coraggiose denunce della corruzione dilagante nel governo russo e la sua abilità nel mobilitare le proteste di massa lo hanno reso una figura di spicco sulla scena politica russa.

La pagina facebook dell'agenzia Asianews riporta un colloquio di questo martire contemporaneo. "Un interlocutore un giorno gli aveva chiesto: 'Che cosa sopporti a fare? Tu nelle interviste hai detto di credere in Dio, e Lui ha detto ‘Beati gli affamati e gli assetati di giustizia, perché saranno saziati’. Quindi per te va tutto bene”. Navalny rivelava di aver pensato: “Ha ragione. In questo momento così difficile sono soddisfatto perché ho fatto quello che è scritto, non ho tradito il comandamento”. Così due anni fa AsiaNews raccontava Aleksej Navalny, trovato morto oggi, a soli 47 anni, nella sua prigione in Russia. Un martire.

News correlate

News più lette