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Papamobile, un secolo di auto dei papi in mostra ai Musei Vaticani

Otto Mercedes-Benz che hanno portato i papi, affiancate dalla Patent-Motorwagen con cui Carl Benz inventò l'automobile nel 1886 e da una Classe S di oggi. È Un secolo di papamobile, la mostra presentata oggi ai Musei Vaticani e aperta al pubblico da giovedì 29 ottobre al 31 gennaio 2027, in un padiglione vetrato del Giardino Quadrato. Racconta quasi cent'anni di viaggi, da Pio XI ai giorni nostri.

Salutare e benedire

Per Sandro Barbagallo, curatore delle Collezioni storiche dei Musei Vaticani, la papamobile ha una funzione pastorale: «Far sì che il Papa lungo le strade possa salutare e al contempo benedire, facendosi prossimo ai fedeli». Nel catalogo la direttrice dei Musei Barbara Jatta scrive che l'automobile «diviene così anche uno spazio di incontro, uno strumento attraverso il quale il Pontefice può mostrarsi, salutare, benedire e stabilire un rapporto immediato con quanti si raccolgono lungo il suo cammino».

Dalla limousine alla cupola

Tutto parte nel 1930 con la Nürburg 460 di Pio XI, interni in broccato di seta. La svolta arriva negli anni Sessanta. La 300 d Landaulet di Giovanni XXIII (1960) ha i finestrini posteriori rimovibili; nel 1965, dopo il viaggio di Paolo VI in Terra Santa, la 600 Pullman Landaulet permette al Papa di mostrarsi a capote abbassata. Nel 1980, per Giovanni Paolo II in Germania, compare la 230 G con la cupola trasparente, che la mostra presenta come la prima papamobile vera e propria. Il sito dei Musei Vaticani assegna il primato a un Toyota Land Cruiser apparso dopo il Giubileo del 1976. Poi i SUV: la ML 430 alla GMG di Toronto nel 2002, la ML 500 di Benedetto XVI nel 2012.

Le «sale sacre» di Stoccarda

«È un bell'arco temporale da presentare ed è la storia di come creiamo mobilità per il presente, il passato e il futuro», ha detto Marcus Breitschwerdt, responsabile di Mercedes Heritage. Nelle «sale sacre» dove la Casa custodisce le papamobili nessuno può sedersi al posto del Papa. Marc Langenbrinck, presidente di Mercedes-Benz Italia e per sei anni alla guida della filiale svizzera, ha parlato di responsabilità etica: l'auto porta il Papa nelle case di «tutta la comunità cristiana». Il direttore dell'ANSA Luigi Contu ha ricordato l'archivio dell'agenzia, servito a ricostruire un secolo di cronaca.

Dal 2024 in Vaticano gira la prima papamobile elettrica, una G 580 pensata per le basse velocità di piazza San Pietro. Il motore non si sente più. Il gesto, invece, è quello di sempre: un braccio alzato verso chi aspetta lungo la transenna.

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