Nei giorni scorsi Peter Thiel, imprenditore e investitore statunitense, cofondatore di PayPal, tra i primi finanziatori di Facebook e proprietario di Palantir Technologies, società che sviluppa piattaforme per analizzare grandi quantità di dati, usate da governi e aziende per sicurezza, intelligence e decisioni strategiche e amico di Trump nonchè sponsor di Vance è arrivato a Roma. La sua è una potenza mondiale impressionante. A Roma ha svolto conferenze techno-teologiche per parlare dell'Anticristo. Thiel usa il termine “Anticristo” in modo originale e provocatorio: non come figura antireligiosa, che si oppone al Messia, come sempre è avvenuto nella tradizione cristiana, ma come simbolo di un potere globale che frena il progresso, limita l’innovazione e impone un controllo, un limite. Insomma, l’Anticristo per lui rappresenta tutto ciò che impedisce alla tecnologia (e alla sua società) di far avanzare il mondo (che però è quello dei ricchi) senza limiti: organizzazioni internazionali, leggi che vogliono limitare l’Intelligenza artificiale, la stessa Unione Europea con tutte le sue procedure etiche e garantiste. E, forse, lo stesso papa Leone XIV, che in continuità con Francesco mette in guardia da un uso spregiudicato e antiumano dell’Intelligenza artificiale. Una visione orizzontale, quella di Thiel, che ispira le attuali elités politiche di destra statunitensi, in primis Trump e Vance, e che attira come mosche al miele anche un certo cattolicesimo tradizionale, nostalgico dell’Ancien Regime. A Roma, le sue conferenze, con posti riservati e rigorosamente a numero chiuso, seguite da Messe con il rito antico, sono state partecipate anche, sembra, da sacerdoti e seminaristi, attirati probabilmente dalla sua visione, singolare ma molto “orizzontale”, sulla figura dell’Anticristo. Circostanze queste che suggeriscono il tentativo di legare queste iniziative a un cattolicesimo identitario che ricorda da vicino i temi MAGA. Non pare però che siano stati eventi di successo.
Fonte: agenzie/osservatoreromano/red