di Massimo Braguglia*
Il momento storico che stiamo vivendo è, come lo ha definito Papa Francesco, un vero e proprio “cambiamento d’epoca”. Siamo immersi in una transizione profonda che coinvolge la società e la Chiesa: la fine della cristianità come sistema culturale dominante, l’irruzione dell’intelligenza artificiale che sta già trasformando radicalmente il mondo del lavoro e la vita quotidiana, il progressivo indebolimento del diritto internazionale e il ritorno della logica della forza come criterio nei rapporti tra i popoli. Siamo sinceri: tutto questo ci disorienta e spesso ci fa sentire sopraffatti. Facciamo fatica a “digerire” cambiamenti così rapidi e pervasivi. Quando un edificio viene scosso, però, è essenziale verificare la solidità delle sue fondamenta, affinché possa continuare a rimanere in piedi. Nasce da qui la proposta di un viaggio alle radici della civiltà e della nostra fede: l’Anatolia, la terra dove nascono il Tigri e l’Eufrate, culla dell’antica civiltà mesopotamica e luogo di nascita di Abramo, padre dei credenti. Un viaggio affascinante, ricco di storia, cultura e profonda spiritualità. I partecipanti avranno la possibilità di ammirare gli straordinari mosaici conservati nel Museo di Zeugma, tra cui la celebre “Ragazza zingara”, il manufatto più amato del museo, spesso definito la “Gioconda di Zeugma”. Si visiterà Harran, nota per le sue rovine storiche e le case a cupola fatte di fango, menzionate nel libro della Genesi e considerata uno dei più antichi insediamenti al mondo abitati senza interruzioni fino ai nostri giorni. Sanliurfa, una delle città più antiche e suggestive del mondo, con una tradizione che affonda le sue radici nell’antica Mesopotamia, è nota anche per la sua rilevanza spirituale in quanto luogo natio del profeta Abramo: una tappa che ci riporterà agli inizi della civiltà e della fede. A Diyarbakir, nella sua fitta rete di souk e mercati, sarà possibile acquistare qualsiasi cosa, dal rame prodotto localmente (Diyarbakir significa letteralmente “città dei suoi monasteri”), al cotone lavorato a mano, al tuutuun (tabacco) raccolto localmente. Mardin, infine, con i suoi monasteri, le madrase e le moschee, rappresenterà la degna conclusione — la vera “ciliegina sulla torta” — di questo itinerario intenso, coinvolgente e affascinante.
*direttore Opera diocesana pellegrinaggi (diocesi Lugano)
Per informazioni e iscrizioni
Chi fosse interessato a partecipare a questo viaggio che si svolge dal 7 al 15 settembre 2026 è invitato a contattare l’Opera Diocesana Pellegrinaggi, telefonando allo 091 922 02 68 oppure inviando un email a: odplugano@catt.ch