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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (22 gennaio 2026)
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  • Ratzinger, dieci anni fa l’ultimo saluto. In un libro il Papa “sceso dal trono”

    “Voi sapete che questo mio giorno è diverso da quelli precedenti; non sono più Sommo Pontefice della Chiesa cattolica: fino alle otto di sera lo sarò ancora, poi non più. Sono semplicemente un pellegrino che inizia l’ultima tappa del suo pellegrinaggio in questa terra”. La piazza era piena e anche le vie limitrofe. La gente urlava “Grazie” e sui cartelloni, sventolati insieme a bandiere e stendardi, si leggeva: “Non andare via”. Dieci anni ricorrono oggi dall’ultima apparizione pubblica di Benedetto XVI come Pontefice della Chiesa universale: il 28 febbraio 2013 Ratzinger salutava il mondo affacciato dal palazzo di Castel Gandolfo con un breve discorso a braccio. Subito dopo, le porte del Palazzo si chiudevano e le Guardie Svizzere abbandonavano le loro postazioni. La rinuncia al pontificato, comunicata in latino l’11 febbraio, diventava effettiva e la Sede Apostolica diventava vacante, per la prima volta dopo molti secoli non a causa della morte del Papa.

    La copertina del libro di Giacomo Galeazzi

    Il volume

    A ricordare quella pagina di storia della Chiesa moderna è il giornalista Giacomo Galeazzi, vaticanista di lungo corso de La Stampa, nel suo nuovo libro Ratzinger. Il Papa sceso dal trono, edito da Rubbettino. “Il 28 febbraio 2013 il Papa, che tante volte aveva alzato la voce a difesa della vita e della famiglia e contro il peccato interno alla Chiesa che definì durante il viaggio pastorale in Portogallo ‘la peggior persecuzione’, scese dal trono e si ritirò in preghiera al Mater Ecclesiae, l’ex monastero nel cuore dei Giardini vaticani, sua residenza dal 2 maggio 2013 fino alla morte”. Morte che, scrive l’autore, ha chiuso “una stagione senza precedenti in due millenni di storia cristiana”.

    La rinuncia

    “Sceso dal trono”. L’espressione scelta da Galeazzi, autore di numerosi volumi sugli ultimi tre Papi, non è casuale ma richiama l’etimologia latina di quello che più comunemente viene chiamato il “soglio pontificio”, “sŏlium pontifĭcĭus”, alla lettera “il trono del Pontefice”. Nel caso di Benedetto vuole indicare non solo il gesto della rinuncia al ministero, alle sue funzioni, ai suoi privilegi, ma il movimento, il cammino, il processo che ha portato Ratzinger a diventare da pastore della Chiesa universale a monaco “nascosto al mondo”, come ebbe a dire lui stesso nell’ultimo Angelus.

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