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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (28 gennaio 2026)
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  • «Ruminatio sinodale»: Lasciare fare al cuore

    Comporta sempre qualcosa di molto rischioso per sé e per gli altri accanto lasciare fare al cuore. A detta di alcuni irriducibili minimalisti, il troppo amore è un fertilizzante sbagliato, che dà un esagerato senso e valore ai tanti moti affettivi del proprio cuore; che dentro una persona esso rischia di irrobustire a dismisura l’albero della vita e di trasformare in qualcosa di unico la melodia del suo vivere.

    Al contrario, chi non si arrende davanti a niente e a nessuno, chi tenta ad ogni passo del suo viaggio di riconoscere, difendere e mantenere dentro di sé la sacralità delle esperienze, lacerate o solide che siano, della sua vita, la direzione e la linea rossa del suo esistere, ogni frammento del suo vissuto umano è occasione preziosa per lasciare fare al cuore le scelte e le cose migliori, per ritrovare via via i frammenti di una bellezza sempre da prendersene cura.

    È un po’ come fanno gli occhi di una mamma, che vedono sul serio ciò che attraversa il cuore di un figlio, il perché sul suo volto vi è la traccia di un sorriso o ciò che si nasconde dentro il solco delle sue lacrime. Ed anche se talvolta si ha coscienza di essere stati per lei motivo di delusione, è dentro un ritrovato abbraccio caldo, consolante, capace di liberare il cuore amato dal peso degli errori commessi, che la forza del dialogo trasforma in energia di riscatto le migliori speranze del cuore e della vita.

    Anche là dove si va a toccare con mano le crepe di un muro spezzato dagli eventi dolorosi e tristi dei giorni passati ma mai dimenticati; anche là dove è davvero difficile negare l’evidente conseguenza di un dialogo mancato, perché ora tutto diventa freddezza e solitudine; proprio là gli occhi del cuore sanno riconoscere le linee dell’amore, la possibilità di un colore diverso da quello delle sfumature grigie della negatività.

    E non basta annotarle, le faccende della vita e del cuore, in esse vi è la possibilità di trovare sensi inesplorati e riscoprire nuove direzioni per un riscatto e per un bene sempre più veri, grazie alla forza di un dialogo tessuto con parole di cuore.

    Come la clorofilla abbisogna di sole, come non sono le stelle a realizzare il nostro destino ma noi stessi, oltre tutto ciò che ci può screpolare, ogni dialogo d’amore può cambiare in meglio la vita.

    don Sergio Carettoni

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