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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (28 gennaio 2026)
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  • «Ruminatio sinodale»: oltre i numeri, i volti

    È qualcosa di irresistibile, che stuzzica l’idea di un successo raggiunto o risuona dentro come la voce di un fallimento subito, mettersi a contare il numero delle volte in cui abbiamo parlato, ascoltato, interagito con qualcuno, risposto o tacitate le domande dei più. Da che mondo è mondo, quando si conta entrano in gioco i numeri e, con il loro fascino se tanti, con una certa amara delusione se tra le mani ce ne ritroviamo davvero pochi, ogni volta sono i numeri a cercare di farla da padroni.

    Eppure, oltre il fascino dei grandi numeri o la delusione dei pochi per successi non raggiunti, c’è anche la sorpresa della preziosità dei piccoli numeri. È un po’ come quando si tralasciano tante piccole perle preziose per una sola perla, quella dal valore più alto, unico, perché la più rara.

    Più che nei numeri, grandi o piccoli che siano, dei pensieri anche infiniti e della cascata inesauribile delle parole, delle cose che si fanno con o per gli altri, dentro ogni piccola occasione d’incontro, le persone hanno modo di entrare in tempi e in spazi di dialogo ricreativo, quando c’è qualcosa da principiare, generativo, quando il prima dà ora vita a qualcosa di inaspettato e di totalmente nuovo.

    Più che causa di divergenze, di conflitti e di ulteriori difficoltà, il diverso modo di pensare, di emozionare e di fare la vita, è per ciascuna persona possibilità di reciproco arricchimento, un nuovo contatto con la propria e con l’altrui identità, è possibilità di restare ancora e sempre umani, pur dentro il vorticare impazzito di mille frammenti, talvolta di bene, talvolta di male, ogni volta in cerca di senso.

    E nel dialogare, oltre alla conta di quante volte ci siamo visti, incontrati e parlati, l’irresistibile attrazione è data dai volti che si affacciano gli uni gli altri ai bordi della storia personale di ciascuno: ogni volto un dono, non da contare con la mente, ma da custodire nel cuore.

    Don Sergio Carettoni

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