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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (28 gennaio 2026)
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  • «Ruminatio sinodale»: Tanti sentieri, un solo Amore

    Se non la mettiamo subito così – cioè tutti dentro uno stesso Amore –, ad ogni passo le cose si fanno difficili; e, senza troppo esagerare, estremamente complicate per tutti. A qualsiasi Confessione essi appartengono, nella vita dei cristiani tanti aspetti del loro modo di vivere la fede in Gesù hanno un peso e un’influenza nella storia sia delle singole persone sia dentro le più diverse esperienze di Comunità di fedeli.

    Che si tratti di vecchie dispute del passato o di questioni rimaste ancora aperte o, in questo presente, di tantissime situazioni legate a quel modo che ciascun credente ha di sentire, di concepire e di vivere la sua fede, per tutti è evidente il bisogno di rispondere all’imperativo di discepolato del Risorto, per guardare il passato dentro lo sforzo evangelico di sanare la memoria, per rieducare oggi la speranza, per illuminare adesso la via della carità reciproca.

    Affrontando con coraggio la scelta di mantenersi ben saldi dentro le illusorie protezioni delle proprie chiusure di recinto, di pensiero e di modus operandi, ogni volta con il conseguente pericolo però di ritrovarsi ancora più avvinghiati dentro un silenzioso sprofondamento nelle storie di ieri, poco connessi con quelle di oggi e per nulla profetici su quelle di domani... l’unica verità primaria del medesimo battesimo richiede sempre poche parole, non solo per spiegarsi, cioè per riuscire ad essere credenti senza pieghe, semplici, ma soprattutto per essere connessi con il senso primo ed ultimo della propria fede, l’amore di Dio.

    E per non camminare da soli lungo il sentiero della molteplice ricchezza della medesima bellezza che ci unisce tra noi, c’è un punto di partenza, luogo da abitare con rinnovato spirito di fraternità, un libro, la Bibbia: un libro per riuscire a salvare la memoria di un Amore che si è fatto non solo carne, ma anche via di salvezza; un libro che diventa voce, voce che invita all’ascolto, ascolto che diventa opportunità di un cammino condiviso.

    Se per esperienza personale e comunitaria sappiamo che più una persona è grande, più è accessibile a tutti, e in lei s’è spazio per tutti, la stessa verità ed occasione di esperienza è anche della grandezza e della paternità di Dio.

    Dio esiste, e non fa il burattinaio, perché nel suo cuore le persone non sono marionette, bensì attori protagonisti delle loro storie. È per questo che Dio fa il regista dell’amore; un amore tutto da raccontare.

    don Sergio Carettoni

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