Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (28 gennaio 2026)
Advertisement
  • Pina De Simone

    Sinodo: «Il coraggio di una Chiesa in cammino nella storia»

    di Cristina Vonzun

    Pina De Simone, filosofa e teologa italiana, docente, moglie, madre di famiglia, mi racconta con gioia il suo Sinodo, un mese intenso vissuto a Roma come madre sinodale, tra le 54 donne votanti all’assemblea che si è conclusa una settimana fa.

    Pina De Simone, che Chiesa esce da questo Sinodo?

    Una Chiesa in cammino che ha il coraggio di mettersi all’ascolto. Lo ha fatto in questi anni che hanno preparato l’Assemblea sinodale, dall’ottobre del 2021 dapprima nelle Chiese locali, poi con le Assemblee continentali. Una Chiesa che ha il coraggio di mettersi in cammino come popolo, di interrogarsi e lasciarsi interrogare su cosa siamo chiamati ad essere in questo tempo, come comunità ecclesiale, tra la gente, nei diversi contesti.

    Cosa può dirci della Relazione di sintesi (vedi sotto ndr) che ora viene riconsegnata a tutta la Chiesa?

    Siamo arrivati al testo finale facendo tesoro del lavoro che è stato fatto nelle settimane dell’assemblea. È un testo che è stato scritto in due riprese: una prima bozza che ha prodotto 1260 emendamenti che sono stati frutto di un confronto nei tavoli sinodali tra tutti i partecipanti, con un coinvolgimento intenso e appassionato. Il testo che risulta è stato riscritto a partire da tutti questi emendamenti; quindi, è il frutto di un lavoro comunitario notevole.

    Due grandi temi, tra tanti altri, saltano all’occhio: l’accento forte sul Popolo di Dio e il ruolo della donna. Lei ritrova nel documento le istanze discusse in assemblea?

    Pienamente. Sono temi che tracciano un cammino ulteriore da fare. Tutto il documento è fatto così: le convergenze, le questioni aperte e le proposte emerse. Questo perché è un testo di lavoro. Si individuano i punti fermi: le convergenze che condividiamo e che dicono la fede della Chiesa, poi le domande su cui lavorare e le proposte che sono le piste di lavoro su cui avviare una qualche esperienza. Non sono questioni solo teoriche: hanno a che fare con la prassi. Rispetto al Popolo di Dio, ad esempio, c’è tutto il discorso della valorizzazione dei ministeri e dei carismi. Ci sono indicate questioni aperte e prospettive di impegno verso le quali avviare delle esperienze pratiche e di riflessione, talune già in atto nelle Chiese locali, come la domanda della possibilità di nuovi ministeri legati all’ascolto e all’accompagnamento e il ruolo dei laici.

    L’accento sui ministeri non rischia di creare confusione di ruoli?

    La questione non è quella di uniformare o sommare i ministeri ma quella di articolare le diversità all’interno della comunità. Nella Chiesa cattolica la sinodalità e la struttura gerarchica vanno insieme, così come la sinodalità e la collegialità, per quanto riguarda la responsabilità dei vescovi e il loro essere pastori in comunione con il Papa. Il Sinodo non vuole mettere in discussione la struttura della Chiesa ma vuole vivificarla dall’interno, ritrovando un senso forte di comunione che comporta una valorizzazione piena dell’apporto e del dono specifico di ciascuno.

    Come vede dal Sinodo un possibile e futuro sviluppo di tradizioni e dottrina?

    La tradizione stessa rende possibile questo perché «non è un museo», come ripete il Papa, ma è viva e quindi comporta una crescita nella comprensione delle verità della fede. Non sono quindi le verità che vengono messe in discussione ma è la comprensione che noi ne abbiamo, perché essa si approfondisce. Il mistero di Gesù Cristo, che è il Vangelo, è consegnato alla Chiesa perché la Chiesa vi entri e lo sappia sempre più testimoniare. In questo lavoro la Chiesa non si astrae dalla storia, ma dalla storia vengono le domande che aiutano ad entrare nel Mistero. «Lo Spirito vi guiderà verso la verità tutta intera» (Gv 16,13). La verità è qualcosa in cui dobbiamo entrare, nel discernimento che chiede di capire dove lo Spirito parla. Il criterio è quello dei frutti: i passi che la Chiesa compie se danno frutti di comunione e la allargano, allora vuol dire che quei frutti sono suscitati dallo Spirito; invece, se sono frutti che creano contrapposizione, no. Per questo la Chiesa cammina lentamente, perché la comprensione non sia solo di alcuni ma di tutti.

    News correlate

    Sinodo: l'importanza dei due nuovi gruppi di esperti creati da Leone XIV

    Temi cruciali nel gruppo sulla “liturgia in prospettiva sinodale” e in quello sullo “status delle conferenze episcopali, delle assemblee ecclesiali e dei consigli particolari”, annunciati dalla Segreteria del Sinodo negli “Orientamenti per la fase di attuazione del Sinodo”, pubblicati il 7 luglio.

    Sinodo. Pubblicate le tracce della fase attuativa per realizzare una "conversione sinodale"

    Pubblicato il documento della Segreteria generale del Sinodo: un quadro di riferimento per le Chiese locali per proseguire l’itinerario avviato da Francesco e confermato da Leone XIV.

    Le coordinate di Papa Leone XIV: “Portare Cristo nelle vene dell’umanità”

    Papa Leone XIV ha incontrato per la prima volta la CEI indicando le priorità pastorali per la Chiesa italiana: annuncio essenziale del Vangelo, educazione alla pace, attenzione all’umano nell’era digitale, cultura del dialogo e sinodalità come mentalità condivisa.

    Il Vaticano presenta il cammino di attuazione di una Chiesa sinodale

    Via libera del Papa al processo di accompagnamento e valutazione della fase attuativa del Sinodo. In una lettera il card. Grech, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, dà la comunicazione. Gli auspici di Helena Jeppesen-Spühler, già membro del Sinodo mondiale, sulle ricadute in Svizzera.

    Sinodo: focus su inclusione dei disabili, ruolo delle donne, emergenza clima in Brasile

    Diversi i temi toccati durante il briefing in Sala Stampa vaticana. Presenti la superiora generale delle Suore del Carmelo Apostolico, Nirmala Alex Maria Nazareth, il cardinale francescano Leonardo Ulrich Steiner, arcivescovo di Manaus, in Brasile, e il cardinale eletto Roberto Repole, arcivescovo metropolita di Torino e vescovo di Susa.

    «Risvegliare la coscienza dei cristiani»

    In occasione del Sinodo dei Vescovi a Roma la Chiesa Cattolica si prepara a un momento di profonda riflessione e preghiera. Oggi, alle 18, una Veglia di Preghiera in Piazza San Pietro Presieduta da Papa Francesco.

    News più lette