Due Gruppi di Studio su dieci – di quelli che Papa Francesco aveva istituito, durante il Sinodo sulla Sinodalità, per elaborare pareri e proposte su questioni emerse nel corso dell’assise – hanno consegnato a Leone XIV i loro Rapporti finali, frutto di un percorso articolato tra ascolto di competenze e professionalità diverse, analisi di contributi, ricerca accademica, dialogo con Conferenze Episcopali e Università cattoliche. Si tratta del Gruppo di Studio 3 su La missione nell'ambiente digitale e il Gruppo di Studio 4 sulla Revisione della Ratio Fundamentalis Institutionis Sacerdotalis in prospettiva sinodale missionaria, il documento del 2016 sulla formazione sacerdotale. Il Papa stesso ha disposto che man mano che tali documenti verranno consegnati alla Segreteria generale del Sinodo, siano resi pubblici progressivamente in uno “spirito di trasparenza”. La prossima pubblicazione è prevista per il 10 marzo 2026, informa una nota della Segreteria del Sinodo, in cui si spiega che con la presentazione di questo documento, “i Gruppi di Studio che lo hanno consegnato concludono il mandato loro affidato e sono pertanto da considerarsi sciolti”. Ai gruppi, e in particolare a coordinatori e segretari, va la gratitudine per la “generosità” e “competenza” mostrata in “un percorso tanto impegnativo quanto fecondo”.
Sinodalità messa in pratica
Già il 17 novembre scorso i Gruppi – composti da pastori ed esperti provenienti da tutti i continenti - avevano presentato i Rapporti intermedi. La consegna era prevista a giugno 2025, ma la morte di Francesco, l’elezione di Leone e l’esigenza di un maggior tempo per i lavori, avevano reso necessario prolungare la data di consegna. Leone XIV ha infatti concesso la proroga e ha chiesto che i rapporti finali gli venissero consegnati presto “nella misura del possibile”. “Oltre al valore dei contenuti, questi Rapporti testimoniano un’esperienza del cammino compiuto insieme ai Dicasteri. Non è la prima volta che i Dicasteri collaborano a un progetto comune, ma qui c'è qualcosa di più: un autentico esercizio di ascolto, riflessione e discernimento condiviso. È la sinodalità messa in pratica, non una semplice collaborazione burocratica”, afferma il cardinale Mario Grech, segretario generale del Sinodo.
Proposte per la missione digitale
Dunque, dopo oggi, termina il mandato del Gruppo 3 sulla missione nell’ambiente digitale, cioè come vivere la missione della Chiesa in una cultura sempre più plasmata dal digitale. Tema, questo, emerso durante l’assemblea sinodale e articolato anche da interventi e testimonianze di esperti sul campo. Il Gruppo, si legge in un comunicato, ha avviato una vasta consultazione che ha coinvolto operatori e realtà ecclesiali di tutti i continenti. Sono state analizzate sfide e formulate raccomandazioni su come integrare la missione digitale nelle strutture ordinarie della Chiesa; sull’approfondimento della nozione di giurisdizione territoriale alla luce delle comunità online; sulla formazione di pastori e operatori pastorali alla cultura digitale. Il Gruppo nel suo Rapporto ha quindi presentato una serie di proposte operative articolate su tre livelli (Santa Sede, Conferenze Episcopali, Diocesi) e incluso una sezione sulla metodologia adottata e le realtà consultate.
Nessuna revisione della Ratio Fundamentalis sui sacerdoti
Il Gruppo 4, da parte sua, non ha revisionato – come previsto - la Ratio Fundamentalis Institutionis Sacerdotalis, in quanto “ritenuta ancora valida nei suoi principi fondamentali”. Ha scelto, invece, di elaborare una Proposta di Documento orientativo per la sua attuazione in chiave sinodale missionaria. Il documento è diviso in un preambolo, nella prima parte, con una serie di “conversioni” necessarie nella formazione al sacerdozio (relazionale, missionaria, alla comunione, al servizio e a uno stile sinodale) e nella seconda parte alcune linee-guida che traducono tali conversioni in piste operative concrete. Tra le proposte più significative: “L’alternanza tra la permanenza in seminario e la residenza in comunità parrocchiali o in altri ambienti ecclesiali; esperienze e momenti di formazione condivisi con laici, persone consacrate e ministri ordinati fin dalla tappa propedeutica; l’inclusione di donne preparate e competenti come corresponsabili a tutti i livelli della formazione, anche nell’équipe formativa; l’acquisizione di competenze per la corresponsabilità e il discernimento comunitario”.
Valutazione e approvazione dal Papa
A partire da questi Rapporti Finali – in attesa che giungano i prossimi – il Papa ha chiesto ai Dicasteri competenti e alla Segreteria Generale del Sinodo di elaborare “proposte operative”, rendendo conto anche delle scelte compiute e di “quanto eventualmente non recepito”, così che i contenuti emersi siano tradotti in orientamenti, decisioni e processi in un “dinamismo sinodale”. Le proposte operative così formulate saranno presentate al Papa, che le valuterà e potrà approvarle.
In questo senso, chiarisce ancora il cardinale Grech, “i Rapporti finali vanno intesi come documenti di lavoro, un punto di partenza e non di arrivo”. Sono documenti di lavoro, ma contengono “indicazioni preziose” a cui le Chiese locali e le diverse realtà ecclesiali possono ispirarsi fin da ora. “È questo lo spirito della sinodalità: un cammino che non si ferma, in cui ogni tappa è già generativa”.
fonte: vaticannews