Otto mercoledì sera, da ottobre a maggio, per chiedersi che cosa abbia da dire la Bibbia a chi porta addosso una ferita. A Lugano riparte lo Studio biblico ecumenico, proposta che va avanti ormai da anni e che riunisce cattolici romani, riformati, battisti e cattolici cristiani. Il titolo di quest'anno è «Terapie per una umanità ferita». Si comincia mercoledì 14 ottobre alle 20.15 nella sala riunioni della Chiesa battista, in via Dufour 13, con un tema tutt'altro che comodo: gli abusi nelle Chiese.
A presentare il percorso è don Italo Molinaro, parroco della Basilica del Sacro Cuore a Lugano e referente cattolico del gruppo organizzatore. Il lessico medico è una scelta precisa: «Nei nostri tempi, meglio una metafora dal mondo della salute che non da quello della guerra…». Con lui lavorano i pastori Daniele Campoli, Luigi Di Fortunato e la pastora Anne Zell della Chiesa evangelica riformata, il pastore e biblista Angelo Reginato della Chiesa battista e la parroca Elisabetta Tisi della Chiesa cattolica cristiana. Campoli e Tisi sono anche presidente e vicepresidente della Comunità di lavoro delle Chiese cristiane in Ticino.
Un verbo dai Vangeli
Le due parole del titolo, osserva Molinaro, sono termini «che vengono utilizzati spesso per parlare della situazione degli esseri umani di oggi, e che esprimono anche la possibilità di portare sollievo, trasformazione, guarigione». Il parroco li riporta a un verbo greco dei Vangeli, therapeuo, curare. «Gesù si occupa dei corpi ma anche della persona nella sua integralità, e questa secondo noi è anche la missione delle Chiese cristiane oggi: accompagnare la globalità delle esperienze umane anche nelle situazioni più difficili».
La Scrittura e la vita
Non un corso di teologia. «La nostra è un'attività soprattutto biblica, cerchiamo di interrogare la parola di Dio per scoprire strade e suggerimenti che aiutino ad affrontare i vissuti reali e quotidiani». Si parte dal presente, con le sue «tante fatiche e fragilità», e dal desiderio di «sentire cosa lo Spirito ci sta dicendo in questo tempo».
Cominciare dagli abusi
Le prime due serate vanno dritte a una delle ferite più dolorose. Il 14 ottobre il tema è «Una Chiesa ferita, attenta alle ferite»; l'11 novembre si parlerà di «Abuso spirituale nei gruppi religiosi». Ricette pronte non ce ne sono, avverte Molinaro: «Affrontiamo questi temi con la postura dell'umiltà. Non abbiamo soluzioni a portata di mano, ma la consapevolezza che tutti, persone e istituzioni, soffrono per le proprie manchevolezze». La risorsa sta nei testi: «Nella Bibbia ci sono pagine in cui si analizza criticamente il rapporto con l'autorità: questi testi possono offrire spunti di grande attualità ed efficacia».
La voce dei testimoni
Chi guida una comunità incontra molte persone ferite. Molinaro non si mette sul piedistallo: «siamo uguali a tutti quanti, anche noi con le nostre fragilità». Ogni incontro si aprirà con un contributo video preparato da professionisti: «sentiremo dalla voce di testimoni diretti di che cosa stiamo parlando, e credo che questo porterà una nota di autenticità in più al lavoro che faremo».
Le serate sono aperte a tutti e il pubblico, negli anni, non è mai mancato. L'auspicio è che il cammino aiuti «a trovare i punti fondamentali di una spiritualità della cura, della terapia, della guarigione». Poi c'è un sogno che guarda oltre maggio: raccogliere in un libro i contributi migliori, «per raggiungere ancora più persone».