Sono quaranta opere, tracciate con matite e colori da mani piccole e tremanti, eppure capaci di scuotere l'anima. Dal cuore della Striscia di Gaza, dalla città di Deir al-Balah, i disegni di bambini e ragazzi dai 3 ai 17 anni hanno attraversato il Mediterraneo e sono arrivati fino a Castagnola, nel Luganese, dove possono essere visitati fino al 13 giugno 2026 presso lo Spazio Cultura dell'Associazione Svizzera Sud Sudan, in piazza San Giorgio 1. Si chiama «HeART of Gaza» — un nome che racchiude in sé arte e cuore — ed è una mostra capace di fermare il tempo, di mettere a tacere le parole e di lasciare spazio soltanto allo sguardo.
Nata dall'amicizia, cresciuta nella guerra
Tutto ha inizio da un'amicizia improbabile e preziosa: quella tra Féilé Butler, illustratrice irlandese, e Mohammed Timraz, animatore culturale palestinese di Deir al-Balah. Poco tempo dopo lo scoppio del conflitto, Mohammed ha avuto un'intuizione semplice quanto coraggiosa: allestire una tenda nel mezzo del caos, e offrirla ai bambini come rifugio creativo. Così è nata la "Tenda degli Artisti", uno spazio dove i più giovani hanno potuto prendere in mano una matita e disegnare, dimenticando per qualche ora il fragore delle bombe, la fame, la paura.
Da quel piccolo seme è nato un progetto che ha cambiato forma e dimensione. Oggi le tende sono diciassette, gestite da amici e volontari in diverse zone della Striscia di Gaza, e coinvolgono oltre 200 bambini e ragazzi che, privati delle scuole — distrutte o inaccessibili — trovano in questi spazi l'unico luogo in cui essere, per qualche ora, semplicemente bambini.
Disegnare per raccontare ciò che le parole non riescono a dire
I disegni esposti nella mostra non sono semplici elaborati infantili. Sono testimonianze. Ogni opera porta con sé una storia, spesso raccolta dagli animatori del progetto attraverso brevi conversazioni con i giovani autori: che cosa volevi dire con questo disegno? Cosa hai rappresentato? Le risposte — trascritte in brevi testi che accompagnano le opere — restituiscono al visitatore un mondo interiore di straordinaria ricchezza: il ricordo di una casa perduta, il sogno di un mare libero, il volto di un amico lontano, un cielo che per una volta non porta aerei da guerra.
Le opere parlano di resilienza, di creatività ostinata, di una speranza che si rifiuta di spegnersi nonostante tutto. Il coordinamento della mostra ricorda con parole precise e dolorose il contesto in cui questi disegni sono nati: due anni di conflitto militare, bombardamenti, distruzione di scuole e ospedali, oltre 20.000 bambini uccisi, centinaia di camion di aiuti umanitari bloccati fuori dai confini, morti per fame e malattia.
Alcune di quelle matite si sono spezzate per sempre
C'è un dato che stringe il cuore e che la mostra non nasconde: nel frattempo, alcuni dei giovani artisti non ci sono più. Reema, 11 anni, e Mohammed, 13 anni, due dei bambini autori dei disegni esposti, sono morti sotto i bombardamenti. Degli altri, purtroppo, non si conosce il destino.
Eppure le loro opere sono qui, vive, colorate, capaci di parlare. È forse questo il miracolo silenzioso di «HeART of Gaza»: dare permanenza e voce a chi la voce rischia di perdere per sempre. Ogni disegno diventa così una forma di memoria, un atto di resistenza culturale e umana che sfida l'oblio.
Una mostra che chiede una risposta
«HeART of Gaza» non è una mostra passiva. Il progetto ha una vocazione partecipativa: i visitatori sono invitati a rispondere ai messaggi contenuti nelle opere con disegni o testi propri, che verranno poi inoltrati ai promotori del progetto a Gaza. Un gesto piccolo, forse, ma carico di significato: un ponte tra chi guarda e chi ha disegnato, tra chi vive al sicuro e chi vive nell'incertezza assoluta.
La mostra — itinerante da molti mesi — è stata inaugurata a Castagnola il 16 maggio 2026 ed è visitabile fino al 13 giugno, nei fine settimana e il venerdì, dalle 16 alle 18. Durante tutto il periodo dell'esposizione saranno raccolte donazioni a favore del progetto. Per chi fosse interessato ad ospitare la mostra in altri luoghi, è possibile contattare gli organizzatori al numero 079 659 30 46.
Un'occasione che Castagnola offre al Ticino intero
Per una comunità cristiana e civile come quella ticinese, questa mostra rappresenta un'occasione rara e preziosa. Non si tratta solo di un evento culturale: è un invito alla consapevolezza, alla compassione e alla responsabilità. Guardare i disegni di Reema, di Mohammed, e degli altri cento bambini della Striscia di Gaza significa accettare che la loro storia ci riguarda, che la loro umanità è la nostra umanità.
Un grido colorato che non si può ignorare
In un'epoca in cui le immagini della guerra rischiano di diventare routine, di scorrere sugli schermi senza più toccarci, «HeART of Gaza» propone uno sguardo diverso: lento, diretto, personale. Non fotografie di macerie, ma disegni di sogni. Non statistiche di morti, ma nomi: Reema, Mohammed, e tutti gli altri.
Varcare la soglia dello Spazio Cultura di Castagnola in queste settimane significa accettare di essere toccati. Significa riconoscere che dall'altra parte del Mediterraneo, in mezzo alla devastazione, qualcuno ha ancora voglia di prendere in mano un pennarello e disegnare il sole. E che questo gesto — così piccolo, così umano — merita di essere visto, accolto, e ricordato.