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Agno celebra con il nuovo numero della Rivista "Arte e Cultura" le sue chiese

di Mirko Moizi

La storia di Agno è strettamente legata alla sua posizione geografica, snodo naturale tra la pianura lombarda, la valle del Vedeggio e i passi alpini, che ne ha favorito lo sviluppo fin dalle epoche più antiche. La chiesa plebana, attestata già nel 735 come «basilica Sancti Iohannis Aniasce», fu a capo di una vasta pieve estesa su un ampio territorio. La presenza di un capitolo canonicale è documentata dal 1192 e si definì con maggiore chiarezza a partire dal XV secolo, in particolare con gli statuti del 1488, che regolavano in modo preciso la vita e le funzioni della comunità dei canonici.

Accanto alla dimensione istituzionale, Agno si affermò come un importante centro di traffici lacustri e terrestri e, sotto i Visconti, anche come luogo di rilevanza strategica. A partire dal XVI secolo, il borgo e le sue frazioni si distinsero inoltre per la vitalità delle loro maestranze: architetti, stuccatori, ingegneri e scultori intrapresero percorsi migratori verso l’Italia e numerosi Paesi europei, contribuendo alla diffusione di saperi e modelli culturali. Tra le figure più rappresentative emergono Giovanni Battista Quadri, attivo in Polonia nella seconda metà del Cinquecento, e Luigi Rusca, operante in Russia tra Sette e Ottocento.

Le chiese, gli oratori e le dimore del borgo conservano ancora oggi alcune testimonianze preziose del lavoro di queste maestranze, alle quali si affiancano le altrettanto pregiate opere eseguite da artisti originari di altri paesi dell’attuale Cantone Ticino. Si pensi alle tele di Giuseppe Antonio Petrini, alla Crocifissione di Giovanni Battista Bagutti e agli affreschi di Giovanni Antonio Maria e Rocco Torricelli.

L’ultimo volume di Arte e Cultura, che sarà presentato domani, sabato 25 aprile alle ore 10.30, all’Istituto Scolastico Comunale di Agno, ricostruisce queste e tante altre vicende attraverso un’approfondita indagine sulle fonti d’archivio, offrendo al lettore un quadro ampio e coerente della storia religiosa, artistica e sociale di Agno e delle sue frazioni e mettendo in luce le dinamiche di lunga durata che ne hanno plasmato l’identità.

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