di Katia Guerra
Il cammino verso l’assemblea sinodale diocesana, in programma il 22 e 23 maggio prossimi a Lugano, è stato al centro dell’incontro di formazione del clero che si è svolto lo scorso lunedì a Breganzona. Esso rappresenta di fatto il punto focale di questo nuovo anno pastorale. «L’assemblea sinodale è un evento straordinario, rispetto al cammino ordinario della Chiesa, un’occasione preziosa data ai sacerdoti, alle parrocchie, alle reti pastorali, a tutti i fedeli per riattivarsi, per coinvolgere persone nuove, per ravvivare la vita comunitaria», sottolinea don Massimo Gaia, delegato vescovile per la pastorale.
Ecco perché la Diocesi di Lugano ha proposto un percorso di avvicinamento, corredato da vari sussidi utili affinché esso sia fruttuoso. «L’itinerario prevede quattro livelli diversi, partendo il più possibile dalla base, le parrocchie, per poi salire verso le reti pastorali, in seguito coinvolgendo i sei vicariati, per poi giungere all’assemblea a Lugano», rivela. Tappe, scadenze, possibili modalità di lavoro sono state presentate ai sacerdoti da don Sergio Carettoni, coordinatore dell’équipe diocesana per le Zone Reti Pastorali e per la Sinodalità.
È un percorso che continua e che poggia su un approccio sinodale, inteso come un ripensare la vita ecclesiale e pastorale insieme, un processo già in atto da diverso tempo. «Ancora prima che papa Francesco desse avvio nel 2021 al Sinodo sulla sinodalità, la Chiesa svizzera aveva già vissuto, negli anni Settanta, un importante momento di riflessione con il Sinodo ’72».
Il processo sinodale si trova attualmente all’interno della fase di attuazione del Sinodo sulla Sinodalità, la terza del processo avviato nel 2021 e che si concluderà presumibilmente nel 2028. Le Chiese locali sono chiamate a chinarsi sul comprendere come vivono e attuano la sinodalità. È appunto la strada sulla quale si è incamminata anche la Diocesi di Lugano. Lo scorso marzo è stata avviata una consultazione attraverso un questionario con l’obiettivo di mappare le buone pratiche del camminare insieme già presenti in Diocesi. Ora l’invito è quello di continuare la riflessione a livello delle parrocchie o di gruppi di più parrocchie attraverso l’organizzazione di uno o più incontri aperti a tutta la comunità.
Questo avverrà con l’aiuto di facilitatori dei tavoli sinodali – persone attive nelle parrocchie chiamate a coordinare e a moderare gli incontri e stimolare il dialogo – la cui formazione, della durata di una mezza giornata, è prevista a inizio ottobre (i parroci possono segnalare alla Diocesi gli interessati entro il 25 settembre).
Alla base degli scambi, il cui scopo finale è quello di camminare insieme, ci sarà la Conversazione nello Spirito, una dinamica di discernimento della Chiesa sinodale basata su ascolto, fare spazio agli altri, condividere. « I parrocchiani saranno chiamati a riflettere sull’esperienza vissuta nella propria comunità e nella Chiesa», sottolinea don Massimo. «Si tratta di “fare memoria”: un processo che, da una parte, riconosce ciò che il Signore ha già operato in mezzo a noi, ma che poi si apre a una prospettiva futura, individuando nuove piste, nuovi spunti, nuove tracce».
La fase parrocchiale si concluderà a dicembre, dopo di che, sulla base di quanto raccolto nelle comunità parrocchiali, saranno coinvolte le reti pastorali e in seguito, da aprile, si passerà alla fase vicariale e diocesana.
L’auspicio della Diocesi e dell’amministratore apostolico Alain de Raemy è una partecipazione la più ampia possibile da parte di tutti, sacerdoti, parrocchiani, fedeli a questa occasione di crescita.