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Borgo Laudato si’, armonia tra uomo e natura che riflette la bellezza di Dio

Una sintesi di straordinaria bellezza, dove spiritualità, natura, storia, arte, lavoro e tecnologia intendono coabitare in armonia. È questa in definitiva l’idea del “borgo” un luogo di vicinanza e prossimità conviviale.

È il 5 settembre 2025 quando Leone XIV inaugura il Borgo Laudato si’, una realtà nata per essere un modello di sostenibilità ambientale e un esempio di economia circolare, ispirata dall’enciclica di Papa Francesco dedicata alla cura del creato e pubblicata nel 2015. Qui domani, 11 luglio, il Pontefice, che da domenica scorsa è a Castel Gandolfo per un periodo di riposo, pranzerà con duecento persone che vivono in condizioni di fragilità, fra loro 35 bambini, accompagnate dalla diocesi di Roma e da altre realtà caritative.

Un segno della prossimità della Chiesa e che rientra proprio nella cura della casa comune, perché “la missione di custodire il creato, di portarvi pace e riconciliazione – aveva sottolineato il Papa il 9 luglio dello scorso anno nell’omelia della Messa per la Custodia della creazione nel Borgo Laudato si’ – è la missione che il Signore ci ha affidato. Noi ascoltiamo il grido della terra, noi ascoltiamo il grido dei poveri, perché questo grido è giunto al cuore di Dio”.

Una ricca varietà di animali e piante

Cinquantacinque ettari di terreno, rientranti in precedenza nella proprietà delle Ville Pontificie, di questi circa 20 a destinazione agricola con 1.500 ulivi, con una fattoria dove vivono anche una razza di galline provenienti dall’isola di Giava, una pecora dal muso nero del vallese, una vacca highlander, cavalli arrivati in dono al Papa da Toledo e Siviglia. Sono queste le particolarità del Borgo Laudato si’ in cui si produce latte, dove ci sono vigne biodinamiche realizzate dall’università di Udine, una grande serra alimentata con il fotovoltaico, un sistema di irrigazione che risponde ai più aggiornati requisiti di sostenibilità gravando meno sul vicino lago di Albano. Molte attività che si dipanano in uno scenario di grande bellezza, con 35 ettari di giardini all’italiana e oltre 3.000 varietà di piante nel totale rispetto della biodiversità. Uno scenario nel quale si ritrovano i resti dell’antica villa di Domiziano, con l’imponente criptoportico di circa 120 metri per le passeggiate al coperto dell’imperatore.

Un seme di speranza

Con il chirografo del 2 febbraio 2023, Papa Francesco aveva istituito il Centro di Alta Formazione Laudato si’, afferente al Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, con il compito di promuovere e realizzare iniziative di “formazione integrale della persona, con particolare riguardo ai giovani ed a coloro che, per motivi economici e sociali, si trovano ai margini della società”. I corsi di formazione al lavoro gratuiti che vengono offerti includono tirocini e inserimento lavorativo e riguardano le aree del giardinaggio, dell’agricoltura, del catering e anche delle visite guidate. Sono diretti particolarmente a persone che vivono situazioni di vulnerabilità: migranti, rifugiati, minori non accompagnati, donne sopravvissute a violenza, giovani e persone di mezza età inoccupati, persone con capacità speciali ed ex detenuti. “Un seme di speranza – ha detto Leone XIV citando Papa Francesco all'inaugurazione del Borgo - che può portare frutti di giustizia e di pace”.

E lo farà rimanendo fedele al proprio mandato: essere un modello tangibile di pensiero, di struttura e di azione, in grado di favorire la conversione ecologica attraverso l’educazione e la catechesi.

fonte: vaticannews

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