Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (24 gennaio 2026)
Advertisement
  • Caritas Svizzera chiede al Consiglio federale maggiore attenzione verso la povertà in Svizzera

    Come ha denunciato Caritas Svizzera durante una conferenza stampa a Berna il 27 agosto, malgrado una situazione economica eccellente, il tasso di povertà in Svizzera è in continuo aumento, soprattutto presso i più giovani: ad oggi si conta che esistono sul territorio elvetico almeno 600'000 persone indigenti, cui si aggiungono altre 600'000 persone che vivono in situazioni precarie di poco al di sopra della soglia della povertà. Una situazione che rischia di aggravarsi, tanto più che sta per concludersi il Programma nazionale di prevenzione e di lotta contro la povertà, voluto da diversi agenti e istituzioni svizzere nel 2014. Nello stesso programma si leggere che "Il Consiglio federale continua a pensare che la povertà in Svizzera debba essere combattuta tramite l'aiuto sociale e che è dunque una faccenda di pertinenza dei singoli Cantoni e dei comuni".

    Secondo Caritas Svizzera, "questo punto di vista deve essere assolutamente corretto. L'aiuto sociale non può rispondere a dei problemi strutturali. La politica di lotta contro la povertà dovrebbe prevenirla e investire specificamente per la formazione, la politica dell'infanzia e della famiglia. La Confederazione deve assumere il ruolo di leader in questi campi". Caritas ribadirà questi punti saldi durante la prossima Conferenza nazionale per la lotta alla povertà, che avrà luogo il 7 settembre.

    In primavera, Il Consiglio federale aveva pubblicato un rapporto preciso sullo stato della povertà dei cittadini svizzeri. È dunque incomprensibile per Caritas come "esso abbia nello stesso tempo rinunciato a monitorare regolarmente la povertà. Questo gli permetterebbe di studiare e seguire in modo sistematico l'evoluzione della situazione".

    Dunque, per l'avvenire, il contributo della Confederazione alla lotta contro la povertà, se le cose non cambiano, si aggirerà al massimo attorno ai 500'000 franchi. Hugo Fasel, Direttore di Caritas Svizzera, è fulmineo: "Questo significa dare la sola responsabilità ai Cantone. Si può ben dire che il Consiglio federale stia rifiutando di prendere in considerazione i dati raccolti nel Programma nazionale. Incrocia le braccia e si accontenterà, per il futuro, di osservare la situazione da distante. Politicamente, significa ritornare al punto di partenza".

    Nella sua presa di posizione, Caritas formula anche delle tappe precise. La Confederazione dovrebbe porsi come obiettivo di dimezzare la povertà in Svizzera. Questo è un pensiero che accompagna Caritas già dal 2009, ma ora "bisogna passare ai fatti", anche alla luce del dettato costituzionale, che obbliga Confederazione, cantoni e comunità a fare in modo che le persone nel bisogno siano sempre sostenute.

    Una formazione insufficiente o inadatta al mercato del lavoro è la causa principale, in Svizzera, di povertà. Per Caritas Svizzera, dunque, "bisogna investire nella formazione obbligatoria, quale elemento di prevenzione fondamentale". Inoltre, bisogna permettere alla gente di conciliare più facilmente vita professione e vita famigliare.

    Cath.ch/traduzione red

    News correlate

    Tradizione e solidarietà: il “pane di Somazzi” torna a nutrire la comunità

    Il 16 gennaio a Pregassona torna la storica distribuzione del pane del legato Somazzi. L'evento, promosso dalla Città di Lugano con Caritas Ticino, unisce la carità settecentesca alla moderna lotta allo spreco e all'inclusione sociale, coinvolgendo anche le scuole in un percorso educativo.

    Rapporti diplomatici tra Svizzera e Santa Sede: il nuovo studio del ricercatore ticinese Lorenzo Planzi

    Il libro di Lorenzo Planzi racconta il percorso che condusse Svizzera e Santa Sede dalla rottura del 1873 alla riapertura della Nunziatura nel 1920, tra missioni segrete, mediazioni ticinesi e una diplomazia vaticana fondata sull’ascolto. Un libro frutto di uno studio di 4 anni e sostenuto dal Fondo nazionale svizzero.

    Ticino: con l'iniziativa "Un cuore a tre ruote" arriva il calendario d'Avvento solidale

    L'Associazione APE propone un calendario d'Avvento per donare invece che per ricevere, fatto apposta per coinvolgere anche i bambini nella raccolta di beni di prima necessità, giorno dopo giorno, preparando una borsa per i bisognosi, da consegnarsi il 20 e 21 dicembre in vari punti di raccolta.

    Anniversario della Conferenza di San Vincenzo di Locarno con l'abate Lepori

    Fondata il 26 luglio 1885 celebra i 140 anni dalla nascita. Come ha spiegato a catt.ch il presidente Bonetti si tratta della prima S. Vincenzo sorta in Ticino. La data di nascita è stata sottolineata con una messa a Locarno presieduta dal vescovo Alain De Raemy. Il 3 dicembre a Muralto conferenza di Mauro Lepori.

    "Eppur si muove": primo bilancio positivo dello sportello della carità attivato nel Bellinzonese

    Frutto di una scelta sinodale maturata nella Rete pastorale della Madonna delle Grazie, il servizio ha aperto i battenti a Giubiasco il 6 ottobre. Diverse persone in difficoltà si sono annunciate. I volontari assicurano una presenza quindicinale.

    COMMENTO

    Papa Leone ci spinge a prenderci cura del prossimo: il doppio

    Don Emanuele Di Marco riprende gli interrogativi di papa Prevost: "Come contribuire ad un mondo che sembra si stia abituando alla povertà e alla miseria?" e offre nella newsletter dell'UIRS una lettura commentata trasversale della prima esortazione apostolica del pontefice.

    News più lette