Il 30 giugno 2026, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato il decreto presidenziale firmato da Donald Trump all'inizio del suo secondo mandato , che mirava ad eliminare il diritto di cittadinanza per nascita per gli immigrati privi di documenti. Questa decisione è stata accolta con favore dall'arcivescovo Paul S. Coakley, presidente della Conferenza episcopale cattolica degli Stati Uniti.
Il presidente Donald Trump aveva soppresso, il 20 gennaio 2025, il diritto di suolo per i figli di immigrati in situazione irregolare, al fine di porre fine a quella che considera un'incitazione all'immigrazione clandestina.
Il ius soli o principio del diritto di suolo stabilisce che ogni bambino nato negli Stati Uniti è automaticamente cittadino americano. È stato adottato nel 1868, dopo la guerra di secessione, per garantire i diritti degli schiavi liberati e dei loro discendenti.
Nella sua sentenza pronunciata il 30 giugno 2026, la Corte Suprema del Paese sconfessa il presidente Trump. Essa conferma che il 14° emendamento della Costituzione non può soffrire alcuna eccezione.
Una decisione conforme alla dottrina della Chiesa
L'annullamento del decreto presidenziale è stato votato da tre giudici su sei, tra cui il presidente della Corte John Roberts. Il fatto che quattro di loro siano cattolici potrebbe aver influenzato il loro voto, sostiene monsignor Paul S. Coakley, in un'intervista concessa al quotidiano cattolico italiano Avvenire.
Per il presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, la sentenza della Corte Suprema può essere considerata un naturale prolungamento della dottrina della Chiesa. Ricorda di aver presentato personalmente un ricorso nel febbraio 2026 contro il decreto presidenziale.
«Non si tratta semplicemente di una questione giuridica o del rispetto del quattordicesimo emendamento, commenta monsignor Coakley, ma (…) di proteggere la dignità umana di tutti i figli di Dio. (…) Questa misura avrebbe condannato dei bambini a restare apolidi, costretti a scegliere tra essere cittadini di seconda classe per sempre o emigrare verso un paese che non hanno mai conosciuto. Come cattolici, la nostra fede ci obbliga a protestare contro le leggi che negano la dignità della persona umana e danneggiano bambini innocenti.»
fonte: cath.ch/lb/traduzione catt.ch