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Czerny: Magnifica humanitas un testo sinodale che affronta la realtà senza paura

Un testo profondamente sinodale nella sua inclusività e accoglienza universale, perché nessuno, da solo, può "portare il peso delle sfide che il mondo affronta, così come nessuno è troppo debole per non poter svolgere il proprio ruolo". È quanto afferma il cardinale Michael Czerny, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, riguardo la prima enciclica di Papa Leone XIV Magnifica humanitas nel videomessaggio inviato oggi, 1 giugno, ai vescovi della Svizzera in occasione della loro assemblea plenaria presso l’abbazia di Einsiedeln.

Non avere paura della realtà

Il cardinale, impossibilitato a partecipare per impegni legati alla recente commissione sull’intelligenza artificiale, si sofferma proprio sul senso di tale iniziativa: "Fin dall’inizio, una domanda essenziale si impone a noi: come potrà questa nuova commissione entrare in dialogo con le Chiese locali, accompagnarle e sostenerle di fronte alle sfide e ai discernimenti che oggi pone l’intelligenza artificiale?" "Una delle più grandi lezioni che Papa Francesco mi ha trasmesso è questa: 'Non abbiate paura della realtà'", prosegue il cardinale, sottolineando di aver compreso col tempo "quanto possiamo tutti essere tentati — io stesso come molti altri nella Chiesa — di proteggerci dal reale o, talvolta, di allontanarcene in diversi modi". In questo senso, la pubblicazione di Magnifica humanitas intende proprio confrontarsi con il concreto. "Riprendendo con forza i grandi fondamenti e i principi della dottrina sociale della Chiesa, questa enciclica ci aiuta a riconoscere, comprendere, interpretare, discernere e infine affrontare le numerose sfide — e non solo quelle legate all’intelligenza artificiale — che minacciano la nostra umanità o che costituiscono, secondo i termini del nostro Dicastero, seri ostacoli allo sviluppo umano integrale".

Magnifica humanitas, un documento inclusivo

La pubblicazione dell’enciclica, spiega ancora il cardinale Czerny, invita a "vivere una sinodalità rivolta verso l’esterno" e non "ripiegata sulle sole questioni interne della Chiesa". Un cammino che invita a "camminare con gli altri, con coraggio e speranza, senza distogliere lo sguardo dalle realtà talvolta inquietanti di oggi e di domani". Questo è ciò che rende Magnifica humanitas così profondamente sinodale, prosegue il porporato, "perché è inclusiva e accoglie tutti: nessuno può, da solo, portare il peso delle sfide che il mondo affronta, così come nessuno è troppo debole per non poter svolgere il proprio ruolo". Il prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale si interroga anche sul modello svizzero: "Avete la grazia di beneficiare di una democrazia diretta che coinvolge i cittadini su questioni molto più fondamentali di quanto sia possibile in altri Paesi. Nelle circostanze attuali, la Chiesa non è forse chiamata a dare un contributo particolare alla buona governance del vostro Paese e delle sue diverse componenti?", si domanda.

Custodire la persona al tempo dell'IA

Il cardinale Czerny si sofferma infine sul sottotitolo dell’enciclica ("Sulla custodia della persona umana nell’era dell’intelligenza artificiale"). "Qui riconosciamo profondi bisogni di evangelizzazione, accompagnamento pastorale, riconciliazione e coinvolgimento nella vita della Chiesa in tutte le sue forme concrete — e si potrebbe dire tradizionali", osserva. "Magnifica humanitas invita anche noi, vescovi, sacerdoti e operatori pastorali, a un vero esame di coscienza". "Queste domande dobbiamo porle anche a noi stessi: alle nostre strutture, ai nostri modi di funzionamento, al nostro modo, come Chiesa, di attraversare la storia in mezzo alle altre realtà di questo mondo. Perché anche questo è un modo essenziale di evangelizzare", conclude il messaggio.

fonte: vaticannews

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