Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
no_image

Europa, sii fedele: la Chiesa cattolica sfida Bruxelles sulla transizione energetica

In piena Settimana Laudato Si' 2026 — dal 17 al 24 maggio, fino alla solennità di Pentecoste — la voce della Chiesa cattolica europea si leva con inedita forza e unità. Oltre 120 organizzazioni cristiane provenienti da 20 Paesi dell'Unione Europea hanno lanciato un appello storico alle istituzioni di Bruxelles, chiedendo un'azione politica decisa contro la dipendenza dai combustibili fossili e a favore di una transizione energetica giusta.

Un grido che viene dal cuore della fede

Il testo dell'appello — «Europa, sii fedele – Salvaguarda la nostra casa comune» — richiama l'insegnamento dell'enciclica Laudato Si' e l'impegno verso il Creato che ogni cristiano è chiamato ad assumere. Caritas Europa, il Movimento Laudato Si', CIDSE, le province gesuite, Pax Christi International, la rete ecumenica ECEN, l'UISG e l'USG — oltre 600.000 religiose e religiosi — hanno unito la propria voce in un fronte comune raramente visto nella storia recente della Chiesa in Europa. Una scelta di coscienza, radicata nella convinzione che il grido della terra e il grido dei poveri siano inseparabili.

"Dalla speranza all'azione": il tema del 2026

L'edizione di quest'anno segna un cambio di passo radicale: il focus si sposta dalla teoria alla pratica. La speranza cristiana non è un ottimismo passivo, ma una forza motrice che si esprime attraverso scelte quotidiane e coraggio istituzionale. Le iniziative si concentrano su tre macro-temi:

  • l'abbandono dei combustibili fossili attraverso il disinvestimento finanziario di diocesi e istituti religiosi;

  • il nesso tra pace ed ecologia integrale, con una riflessione su come i conflitti armati stiano azzerando i progressi climatici;

  • e l'impatto della crisi sui più fragili — anziani, bambini e fasce vulnerabili — alla luce dei recenti dati scientifici sugli eccessi di calore in Europa.

La seconda crisi energetica in cinque anni

Il contesto è tutt'altro che astratto. Il mondo attraversa la seconda grave crisi energetica globale in meno di un lustro. I conflitti in corso — a partire da quello russo-ucraino — hanno messo a nudo la fragilità di un'Europa ancora dipendente dai fossili, e il prezzo lo pagano soprattutto i più vulnerabili. Come sottolinea l'Osservatore Romano, il Papa presenta l'ecologia integrale come «l'unico vero antidoto alla terza guerra mondiale a pezzi». È in questo scenario che la coalizione chiede all'UE una scelta netta: no ai sussidi alle industrie fossili, sì agli investimenti nel rinnovabile, finanziati anche attraverso la tassazione dei superprofitti delle grandi compagnie petrolifere.

Quattro richieste concrete per l'Europa

L'appello identifica quattro azioni politiche precise:

  1. Eliminazione graduale e programmata dei combustibili fossili

  2. Tassazione dei superprofitti fossili e fine dei sussidi pubblici al settore

  3. Massicci investimenti nelle rinnovabili e nell'efficienza energetica degli edifici

  4. Finanza climatica e giustizia sociale integrate nel bilancio pluriennale dell'UE

La Chiesa che muove capitali e costruisce tetti solari

Questa Settimana Laudato Si' colpisce per la concretezza con cui la Chiesa traduce le parole in fatti. “Avvenire” - il quotidiano della CEI - documenta il boom delle Comunità Energetiche Rinnovabili nate nelle diocesi italiane: tetti di chiese e oratori trasformati in hub solari che abbattono le bollette delle famiglie vulnerabili. “Il Sole 24 Ore” mappa i fondi diocesani che nel 2026 hanno completato il passaggio a portafogli totalmente sostenibili. “La Repubblica” rileva come il mondo cattolico stia diventando un attore di peso nella transizione energetica, muovendo capitali enormi fuori dai fossili. “Famiglia Cristiana”, infine, racconta la dimensione più capillare: i vademecum parrocchiali e la voce dei giovani dei circoli Laudato Si', motori del cambiamento intergenerazionale.

Una coalizione che non si era mai vista

Se negli anni passati la Settimana era vista principalmente come momento di preghiera, il 2026 segna una maturazione strutturale. La Chiesa si presenta oggi come soggetto pragmatico, capace di spostare capitali, creare infrastrutture energetiche e incidere sul dibattito pubblico europeo: non ai margini, ma come attore profetico che costruisce alleanze ampie per un futuro più giusto.

fonte: agenzie/catt.ch

News correlate

News più lette