Si è conclusa il 25 aprile a Lugano la quindicesima edizione di OtherMovie Lugano Film Festival, la rassegna indipendente che da oltre un decennio porta sul grande schermo le voci più scomode e necessarie del cinema internazionale. Quest'anno, il riconoscimento più alto è andato a God as my Witness – Lo giuro a Dio, un documentario della regista statunitense Lindsay Q. Pitre che ha il coraggio di guardare negli occhi uno dei capitoli più dolorosi della storia recente della Chiesa cattolica: gli abusi sessuali coperti dall'Arcidiocesi di New Orleans.
Un film che trasforma il dolore in appello universale
Il documentario vincitore, presentato nella sezione L'Incontro dedicata ai lungometraggi internazionali, intreccia le testimonianze delle vittime con un'analisi delle responsabilità istituzionali. La giuria, presieduta da Matteo Balsamo, non ha esitato: ha premiato non solo la solidità stilistica e il montaggio efficace, ma anche il valore civile e morale dell'opera. Nella motivazione ufficiale si legge che il film «rappresenta al meglio la potenza del cinema, capace di trasformare una storia locale in un appello universale alla giustizia». Parole che suonano come un invito, anche per i credenti, a non voltare lo sguardo di fronte alle ferite inferte all'interno della propria comunità ecclesiale.
Dal territorio al mondo: temi universali in formato breve e lungo
Il tema del cambiamento ha attraversato ogni sezione del festival come un filo conduttore tenace. Tra i riconoscimenti più significativi, Brides di Nadia Fall — road movie su due adolescenti musulmane in fuga, trattato «con finezza e senza moralismi» — e Mamma Yamuna del ticinese Vito Robbiani sull'inquinamento del Gange. Tra i cortometraggi, il premio nazionale è andato a Tenére, tenére, tenére… di Nerboni (disabilità e sport), quello internazionale allo spagnolo Tribù sul sessismo giovanile, mentre la miglior regia ha premiato un corto realizzato con l'intelligenza artificiale. Fondato nel 2012, OtherMovie si conferma presidio culturale per Lugano e il Ticino: oltre 1'200 presenze e tre sold out testimoniano un pubblico in crescita, in linea con la visione del direttore Stevanovic, per cui il festival è «ponte fra culture ed espressioni artistiche».
27/04/2026
All'OtherMovie Festival, film che rompono il silenzio per arginare un «male invincibile»
Alla 15esima edizione della rassegna cinematografica di Lugano, la serata di mercoledì è stata dedicata alle vittime di abusi. Due le pellicole presentate, una di produzione ticinese e una americana, che hanno riportato in modo crudo e diretto diverse testimonianze di vittime di abusi.
Il cinema come coscienza collettiva
In un tempo in cui la Chiesa è chiamata a fare i conti con le proprie ombre, un festival come OtherMovie svolge una funzione quasi profetica: ricordare che la verità non si può coprire, e che l'arte — il cinema in questo caso — può essere strumento di guarigione e di giustizia. Premiare God as my Witness non è un atto ostile verso la fede, ma un invito alla conversione dello sguardo. Perché solo riconoscendo il male si può sperare di costruire qualcosa di nuovo. L'appuntamento è già fissato per la sedicesima edizione, nella primavera del 2027.