Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (28 gennaio 2026)
Advertisement
  • Papa Francesco sorregge la bandiera del Libano

    Il 4 settembre una giornata di preghiera e di digiuno per il Libano

    È un accorato appello alla ricostruzione e alla speranza in Libano quello che Papa Francesco ha rivolto al termine della catechesi e dei saluti all’udienza generale di questa mattina, 2 settembre. Accanto a lui un sacerdote libanese maronita, Georges Breidy, sorregge la bandiera del Paese. "A un mese dalla tragedia che ha colpito la città di Beirut, il mio pensiero va ancora al caro Libano e alla sua popolazione particolarmente provata", ha detto Bergoglio citando quindi le parole di San Giovanni Paolo II 30 anni fa, in un momento cruciale della storia del Paese:

    «Di fronte ai ripetuti drammi, che ciascuno degli abitanti di questa terra conosce, noi prendiamo coscienza dell’estremo pericolo che minaccia l’esistenza stessa del Paese. Il Libano non può essere abbandonato nella sua solitudine»(Lettera apostolica a tutti i Vescovi della Chiesa cattolica sulla situazione nel Libano, 7 settembre 1989).

    Francesco osserva come “per oltre cento anni, il Libano è stato un Paese di speranza” e che sempre “i libanesi hanno conservato la loro fede in Dio e dimostrato la capacità di fare della loro terra un luogo di tolleranza, di rispetto, di convivenza, unico nella regione”. E prosegue:

    È profondamente vera l’affermazione che il Libano rappresenta qualcosa di più di uno Stato: il Libano è un messaggio di libertà, è un esempio di pluralismo tanto per l’Oriente quanto per l’Occidente. Per il bene stesso del Paese, ma anche del mondo, non possiamo permettere che questo patrimonio vada disperso.

    "Incoraggio tutti i libanesi - ha esortato Francesco - a continuare a sperare e a ritrovare le forze e le energie necessarie per ripartire. Domando ai politici e ai leader religiosi di impegnarsi con sincerità e trasparenza nell’opera di ricostruzione, lasciando cadere gli interessi di parte e guardando al bene comune e al futuro della nazione. Rinnovo altresì l’invito alla Comunità internazionale a sostenere il Paese per aiutarlo ad uscire dalla grave crisi, senza essere coinvolto nelle tensioni regionali. In modo particolare mi rivolgo agli abitanti di Beirut, duramente provati dall’esplosione: riprendete coraggio, fratelli! La fede e la preghiera siano la vostra forza. Non abbandonate le vostre case e la vostra eredità, non fate cadere il sogno di quelli che hanno creduto nell’avvenire di un Paese bello e prospero".

    Il Papa rivolge poi un richiamo ai pastori della Chiesa locale, a tutti i sacerdoti, religiosi e religiose perché stiano vicini al loro popolo dando esempio per primi di povertà e umiltà, perché siano “operatori di concordia” e “di una vera cultura dell’incontro”. Solo guardando all’interesse comune, continua il Papa, sarà possibile “assicurare la continuità della presenza cristiana e il vostro inestimabile contributo al Paese, al mondo arabo e a tutta la regione, in uno spirito di fratellanza fra tutte le tradizioni religiose che ci sono nel Libano”.

    L'invito a partecipare alla giornata di preghiera e di digiuno

    Il Pontefice ha dunque concluso con l'invito rivolto a tutti "a vivere una giornata universale di preghiera e digiuno per il Libano, venerdì prossimo, 4 settembre. Io ho l’intenzione di inviare un mio rappresentante quel giorno in Libano per accompagnare la popolazione: andrà il Segretario di Stato a nome mio, per esprimere la mia vicinanza e solidarietà. Offriamo la nostra preghiera per tutto il Libano e per Beirut. Siamo vicini anche con l’impegno concreto della carità, come in altre occasioni simili. Invito anche i fratelli e le sorelle di altre confessioni e tradizioni religiose ad associarsi a questa iniziativa nelle modalità che riterranno più opportune, ma tutti insieme".

    Agenzie/red

    News correlate

    Il Papa: pensavo di andare in pensione, invece mi sono arreso a Dio

    Sul volo di ritorno dal Libano verso Roma, Leone XIV incontra i giornalisti e parla del ruolo della Santa Sede che lavora "dietro le quinte" alle trattative di pace perché le parti lascino le armi. Risponde a una domanda su come ha reagito all’elezione al Conclave e sulla sua spiritualità: donare la vita a Dio e lasciare che sia lui “il capo"

    Il Papa ai giovani: "Avete il dono del tempo, usatelo per sognare e costruire la pace"

    Nel suo incontro con ragazzi e ragazze libanesi riuniti nel piazzale antistante il Patriarcato di Antiochia dei Maroniti, Leone XIV li invita a cercare relazioni dalle radici solide, come i cedri che simboleggiano il Paese, in un mondo che sembra porre scadenze persino all’amore.

    Papa Leone XIV incontra la Chiesa libanese e, in seguito, i rappresentanti delle altre comunità religiose

    Anche nella giornata di oggi, primo dicembre, è risuonato di nuovo il suo richiamo a essere costruttori di pace, che ricalca quello espresso fin dai primi momenti del suo approdo nel Paese.

    Il Papa dalla Turchia al Libano: "Beati gli operatori di pace"

    Concluso nella mattinata di domenica il viaggio di Leone in terra turca, la tappa successiva nel pomeriggio è il Paese dei Cedri dove Prevost si ferma fino al 2 dicembre. L'incontro con le autorità politiche e la società civile libanese all'insegna della pace.

    Card. Koch: il Papa a Nicea, un messaggio per l'unità di tutti i cristiani

    Il prefetto del Dicastero per la Promozione dell'Unità dei cristiani commenta la visita di Leone XIV in Türkiye e in particolare la tappa a İznik, dove commemorerà i 1700 anni il Concilio di Nicea: "Sono molto grato che la cristianità ricordi questo Concilio e rinnovi la fede comune"

    Leone XIV: "Solo la pace è santa. Basta guerre con i loro cumuli di morti, basta!"

    Il Papa al Colosseo conclude l'evento "Osare la pace", l'Incontro internazionale organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio alla presenza dei leader religiosi di tutto il mondo. Tra testimonianze, canti, meditazioni, il Pontefice esorta a pregare uniti: "Chi non prega abusa della religione, persino per uccidere".

    News più lette