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  • Uno sguardo alla rivista del mese di giugno 2018

    Il nuovo numero di Caritas Ticino

    Caritas Ticino ha lasciato dietro di sé 75 anni di presenza in Ticino, ha una storia ben radicata nella Dottrina sociale della Chiesa cattolica e attraverso i propri servizi e attività si propone come impresa sociale con lo sguardo fisso sulla persona.

    Nel suo nuovo numero (giugno 2018), in copertina i volti di tutti gli operatori di Caritas Ticino che esprimono impegno, passione, servizio, a ricordare che dietro ad ogni mano tesa c’è una persona pronta ad accogliere. “Sono loro – ricorda nell’editoriale Marco Fantoni – i principali attori della nostra Caritas, che insieme ai volontari e agli amici hanno permesso di ottenere i risultati annuali riportati all’interno di questa rivista; sono loro che lavorano dietro quelle importanti cifre, coloro che queste cifre, a fianco delle persone accolte ed accompagnate, le hanno costruite”.

    Questa rivista presenta infatti il resoconto e l’andamento dei servizi di Caritas Ticino per l’anno 2017, “un resoconto che dà sì delle informazioni, che comunica i risultati ottenuti, ma che non sarà mai esaustivo per dar ragione della passione e dell’impegno di tutti”. I conti, sottolinea Fantoni, presentano a pareggio, la ragguardevole cifra di 7 milioni di franchi.

    Dopodiché la rivista si snoda attraverso una serie di interessanti contributi altamente attuali: dalla presentazione di alcuni programmi occupazionali sostenuti da Caritas come la coltivazione biologica a Polleggio, “che dà la possibilità di acquisire conoscenze che non sempre sono contenute nella formazione teorica” alla dimostrazione che gli stessi programmi occupazionali di Caritas Ticino – come scrive Roby Noris – si armonizzano perfettamente con il mercato locale.

    Il discorso sulla povertà è più lungo e complesso di quanto non si possa credere: anzitutto, ci ricorda in un altro contributo Fantoni, per uscire dalla povertà sono le persone stesse che devono attivare in modo virtuoso le risorse che hanno dentro di sé”. Sempre in questa direzione, nel quarto articolo Roby Noris si sofferma su un aspetto spesso misconosciuto dai media e dai politici: la transitorietà della povertà in Svizzera, che richiede un nuovo approccio: “Credo infatti che chi è temporaneamente povero va sostenuto nel recuperare fiducia nelle sue capacità, stimolato a utilizzare in ogni modo le proprie risorse, le proprie capacità e creatività per uscire dall’indigenza il più presto possibile; e soprattutto bisogna evitare ogni forma di assistenzialismo che frena l’auto imprenditorialità e fa rimanere in una pericolosa situazione di dipendenza”.

    Lo sguardo della rivista si allarga quindi alla realtà luganese, con un resoconto dell’inaugurazione del Giardino dei Giusti al Parco Ciani – che rende omaggio a Guido Rivoir, i coniugi Carlo Sommaruga e Anna Maria Valagussa e don Francesco Alberti, per il loro aiuto ai perseguitati durante il secondo conflitto mondiale – e al convegno tenutosi di recente alla Facoltà di Teologia sul cardinal Martini.

    Stefano Frisoli getta quindi uno sguardo sull’esperimento cantonale partito da poco, il pre-apprendistato orientativo della durata di un anno per l’integrazione dei Richiedenti Asilo. Inutile  ricordare che durante i programmi occupazionali nascono, oltre ad opportunità anche storie di amicizia, di collaborazione estima reciproca. Lo dimostrano in un loro bel articolo di testimonianza Eva Waelchli ed Elisabetta Biondi, arrivate a distanza di un mese al programma occupazionale di Caritas. Laura Picardi, invece, racconta dei suoi due anni lavoro presso Caritas Ticino come operatrice nel sostegno al collocamento, lavoro che svolge “per accompagnare e sostenere i partecipanti nel trovare un posto di lavoro, rendendoli anzitutto consapevoli delle proprie risorse professionali e personali su cui investire per il futuro individuando gli strumenti specifici di ricerca di un impiego”.

    Tutto questo sostenuti da un’indispensabile spina dorsale, la Dottrina sociale della Chiesa, che si è arricchita di recente di un nuovo importante contributo: il documento “Oeconomicae et pecuniariae questiones” della Congregazione per la Dottrina della Fede e del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, che in termini divulgativi affronta le questioni nodali relative all’etica nella finanza e nel mercato. “Molte sono le imprese e le imprese sociali che applicano un sano sviluppo economico nelle proprie attività e hanno parimenti un’alta considerazione del capitale umano, ne esistono molte di più che evitano di considerare un minimo di etica nel proprio intraprendere. Il documento in questo senso è una spina nel fianco”, sottolinea Fantoni.

    Dunque, una rivista, quella di giugno, assolutamente da leggere e scoprire. Essa è scaricabile gratuitamente sul sito di Caritas Ticino.

    L.Q.

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