Un forte appello contro le guerre e contro un’economia che alimenta il commercio delle armi. Papa Leone, celebrando la messa nella piazza di San Bartolo Longo a Pompei nel giorno della Supplica alla Madonna del Rosario e nel primo anniversario della sua elezione al soglio pontificio, ha lanciato un messaggio accorato alla comunità internazionale.
“La pace è messa a repentaglio dalle tensioni internazionali e da un’economia che preferisce il commercio delle armi al rispetto della vita umana”, ha affermato il Pontefice durante l’omelia davanti a migliaia di fedeli giunti al Santuario mariano.
Il Papa ha invitato a non abituarsi alle tragedie quotidiane raccontate dalle cronache: “Non possiamo rassegnarci alle immagini di morte che ogni giorno le cronache ci propongono”. Da Pompei, ha aggiunto, si leva “con fede” una preghiera per la pace nel mondo.
Nel suo lungo richiamo spirituale, Leone ha invocato l’intercessione della Vergine: “Venga dal Dio della pace un’effusione sovrabbondante di misericordia, che tocchi i cuori, plachi i rancori e gli odi fratricidi, illumini quanti hanno speciali responsabilità di governo”.
“Nessuna potenza terrena salverà il mondo”
Il Pontefice ha indicato nella fede e nell’amore cristiano l’unica strada possibile per superare conflitti e divisioni. “Fratelli e sorelle, nessuna potenza terrena salverà il mondo, ma solo la potenza divina dell’amore, che Gesù, il Signore, ci ha rivelato e donato. Crediamo in Lui, speriamo in Lui, seguiamo Lui!”, ha scandito tra gli applausi dei presenti.
Nel passaggio centrale dell’omelia, Papa Leone ha riflettuto sulle ferite dell’umanità contemporanea: “Sulle macerie della nostra umanità provata dal peccato e pertanto sempre incline a prevaricazioni, sopraffazioni e guerre, è venuta la carezza di Dio, la carezza della misericordia, che prende in Gesù un volto umano”.
Parole che hanno assunto un significato particolare nel contesto internazionale segnato da guerre e tensioni geopolitiche. Il Papa ha ribadito che “solo la potenza divina dell’amore” può offrire una prospettiva autentica di salvezza e riconciliazione.
Il legame con Pompei e il richiamo a Giovanni Paolo II
Papa Leone ha spiegato di aver voluto fortemente questa visita nel giorno anniversario della sua elezione: “Esattamente un anno fa, quando mi è stato affidato il ministero di Successore di Pietro, era proprio la giornata della Supplica alla Vergine del Santo Rosario di Pompei. Dovevo dunque venire qui, a porre il mio servizio sotto la protezione della Vergine Santa”.
Il Pontefice ha anche ricordato il significato del nome scelto per il pontificato: “L’aver poi scelto il nome di Leone, mi pone sulle orme di Leone XIII, che ebbe, tra gli altri meriti, anche quello di aver sviluppato un ampio Magistero sul Santo Rosario”.
Nel corso dell’omelia, Leone ha citato San Giovanni Paolo II e il suo discorso pronunciato a Pompei nel 2003: “Oggi, come ai tempi dell’antica Pompei, è necessario annunciare Cristo a una società che si va allontanando dai valori cristiani e ne smarrisce persino la memoria”.
Il Papa ha inoltre ricordato la storia del Santuario e la figura di San Bartolo Longo, definito “apostolo del Rosario”, sottolineando come la città mariana sia nata “non solo come un tempio, ma come una intera città mariana”.
L’accoglienza dei fedeli e l’affidamento dell’umanità a Maria
Fin dal suo arrivo al Santuario, Papa Leone ha salutato i fedeli con parole semplici e calorose: “Buongiorno Pompei!”. Poi, parlando a braccio, ha aggiunto: “Che bella giornata, quante benedizioni che il Signore ha voluto dare a tutti noi oggi. Io mi sento il primo benedetto per poter venire al Santuario della Madonna nel giorno della supplica”.
Secondo i dati diffusi dagli organizzatori, nell’area del Santuario erano presenti oltre cinquemila fedeli, mentre all’interno della basilica hanno trovato posto circa mille tra malati, persone con disabilità e accompagnatori.
Nel saluto finale al Tempio della Carità, il Papa ha affidato alla Madonna il futuro dell’umanità: “Affidiamo, per le mani di Maria, l’umanità intera, sicuri che, con l’aiuto della sua grazia, niente potrà fermarci nel compiere il bene e la speranza in un futuro di pace, qui e ovunque, avrà il suo compimento”.
fonte: ilfarodiroma/redazionecatt