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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (13 febbraio 2026)
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  • Il Papa: "C'è una missione di pace vaticana per il conflitto ucraino"

    Papa Francesco è tornato nella serata di domenica 30 aprile 2023 dalla visita di tre giorni in Ungheria. Come di consueto durante il viaggio di ritorno il Papa ha parlato con i giornalisti che hanno seguito la visita, in una conferenza stampa informale svoltasi sull’aereo.

    Papa Francesco fra le altre cose ha parlato anche della guerra in Ucraina e delle possibili iniziative del Vaticano. I giornalisti gli hanno chiesto i contenuti dell’incontro con il metropolita Hilarion, che fino all’inizio dell’invasione russa in Ucraina era stato responsabile del Dipartimento delle relazioni esterne del Patriarcato di Mosca e molto vicino al patriarca Kirill, guida della Chiesa russa. Dopo aver espresso dissenso in rapporto alla guerra, è stato rimosso dall’incarico e mandato da Kirill a Budapest dove si occupa in qualità di arcivescovo ortodosso russo dei fedeli russi ortodossi di quella diocesi. Sugli argomenti del colloquio il Papa ha detto:

    In questo incontro - ha detto il Papa- non abbiamo parlato di Cappuccetto Rosso… Abbiamo parlato di tutte le possibili iniziative, perché a tutti interessa la strada della pace. Io sono disposto a fare tutto quello che si deve fare. Anche adesso è in corso una missione, ma ancora non è pubblica. Vediamo come… Quando sarà pubblica la dirò.

    L'iniziativa del Vaticano a favore dei bambini ucraini trasferiti in Russia

    Il Papa ha quindi rivelato l’esistenza di un’iniziativa del Vaticano che va nella direzione della ricerca della pace fra Russia e Ucraina (di cui non si conoscono altri particolari, né l’effettiva consistenza), ma ha anche detto che le autorità vaticane intendono intercedere per i bambini ucraini trasferiti forzatamente in Russia, dopo l’occupazione di alcune città da parte dell’esercito russo. Lo ha fatto assicurando che la Santa Sede risponderà alla richiesta dell'Ucraina di un aiuto per il rientro in patria dei bambini deportati in Russia. "La Santa Sede ha fatto da intermediario in alcune situazioni di scambio di prigionieri, e tramite l'Ambasciata è andata bene, penso che può andare bene anche questa". "E' un problema di umanità, prima di un problema di un bottino di guerra o di trasloco di guerra. Tutti i gesti umani aiutano, invece i gesti di crudeltà non aiutano. Dobbiamo fare tutto quello che umanamente è possibile".

    Papa Francesco, che ha detto di aver avuto una «forte polmonite» a fine marzo, ha inoltre rivelato di avere avuto dall’inizio della guerra un solo colloquio «di quaranta minuti su Zoom» con il patriarca della chiesa russa Kirill, ma di essere più spesso in contatto con il metropolita Anthony, che ha sostituito Hilarion come presidente del Dipartimento delle relazioni esterne del Patriarcato di Mosca.

    Il Papa ha anche sollecitato l'Europa a prendersi a cuore la questione migratoria, citando la grave difficoltà che il problema implica soprattutto per cinque Paesi, "Cipro, la Grecia, Malta, l'Italia e la Spagna", ha detto.

    Il malore di un mese fa

    Interrogato sul malore lamentato un mese fa che ha comportato un breve ricovero del Papa al Gemelli di Roma il Pontefice ha descritto cosi l'episodio: "Quello che ho avuto è stato un malore forte alla fine dell'udienza del mercoledì, non me la sono sentita di pranzare, mi sono coricato un po', non ho perso conoscenza, ma sì c'era una febbre molto alta e alle tre del pomeriggio il medico subito mi ha portato in ospedale". "Ho avuto una polmonite acuta forte - ha spiegato-, nella parte bassa del polmone, grazie a Dio posso raccontarlo, a tal punto che l'organismo, il corpo, ha risposto bene. Grazie a Dio. Questo è quello che ho avuto". Ne consegue che il Papa ha confermato i suoi prossimi viaggi: la GmG in Portogallo e quelli autunnali a Marsiglia in Francia e in Mongolia.

    fonte: agenzie

    Leggi anche: L'incontro tra il papa e Hilarion

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