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Il regalo di compleanno di fra Martino Dotta per i suoi 60 anni: «Intrecci della solidarietà»

di Katia Guerra

Si chiama «Intrecci della solidarietà» ed è uno delle nuove ramificazioni della Fondazione Francesco. «Lo scopo di questa associazione è quello di sostenere l’attività del Centro sociale Bethlehem a Lugano grazie alla raccolta fondi attraverso l’organizzazione di concerti, spettacoli, mercatini, con la partecipazione ad eventi», ci spiega fra Martino Dotta, che questa nuova realtà l’ha voluta rendere pubblica negli scorsi giorni durante la festa per il suo 60esimo compleanno. Si tratta di un’iniziativa analoga sorta a maggio dello scorso anno per Casa Martini a Locarno attraverso «Un cuore per Casa Martini». In entrambi i casi si tratta di entità indipendenti, il cui obiettivo principale è quello di sostenere economicamente e concretamente le attività dei due centri della Fondazione Francesco, oltre che di rafforzarne la presenza sul territorio e favorire una rete di contatti e di collaborazioni. «La difficoltà nel raccogliere fondi sta aumentando: lo si nota sia da parte di privati che di enti e fondazioni, che sono sempre più sollecitati. Ampliare la cerchia dei sostenitori è un modo di ovviare al fatto che diminuiscono altre fonti di sostegno. La nostra filosofia rimane quella di non voler dipendere dagli aiuti pubblici e questo significa cercare di generare delle entrate sia con i nostri servizi e la nostra attività, ma anche tramite altre iniziative», sottolinea fra Martino Dotta che, lo ricordiamo, è fra i promotori e oggi direttore della Fondazione Francesco.

Precarietà in aumento

Sono stati passi necessari, alla luce delle richieste sempre maggiori, ci conferma. «I bisogni continuano ad aumentare: a Lugano il servizio di consulenza sociale è sempre più sollecitato e assistiamo anche un incremento delle richieste di aiuto finanziario al nostro Fondo di solidarietà. A Casa Martini rileviamo lo stesso fenomeno, così come pure un aumento delle richieste di pernottamento d’emergenza. Questi fattori denotano una crescita della precarietà e testimoniamo della necessità di sostenere le persone, per quanto possibile, tramite una consulenza sociale di base, quindi indirizzandole ai servizi competenti, ma anche tramite degli aiuti diretti. Tra l’altro, nelle due strutture accedono anche persone che non hanno mezzi finanziari, alle quali non viene negato il pasto. Per poterlo offrire a titolo gratuito, dobbiamo avere altri canali di finanziamento. Il cibo in genere ci è donato, quindi questo è già un aspetto significativo, però la preparazione ha i suoi costi, così come anche la presenza di personale qualificato nelle due strutture». Qui si inserisce l’azione «Pasto sospeso»: attraverso una piccola donazione nei ristoranti che aderiscono all’iniziativa, è possibile sostenere la distribuzione dei pasti a chi è nel bisogno.

Raggiunto il traguardo dei 60 anni, fra Martino Dotta può guardare con soddisfazione ai molti anni di impegno favore delle persone in difficoltà. «Ma vuol dire anche cominciare a pensare al dopo, quindi a consolidare le attività della Fondazione Francesco da un lato, ma anche a darle una struttura, se vogliamo dirigenziale, più solida, al di là della mia persona. Poi spero di poter andare in pensione, anche se non nell’immediato. Questo vuol dire garantire una continuità alla Fondazione: nei prossimi anni, tra i vari progetti, c’è anche questo: individuare il successore o comunque le persone che porteranno avanti le attività. Perché continuo a credere che nel nostro Cantone ci sia ancora bisogno della Fondazione Francesco».

Una coincidenza significativa

Quest’anno ricorrono gli 800 anni dalla morte di San Francesco. «La storia è fatta di coincidenze, ma sappiamo che la via della salvezza ha anche delle tappe significative, nel senso che Dio si manifesta a suo modo, quindi è chiaro che compiere sessant’anni a 800 anni dalla morte di Francesco per me vuol dire anche una conferma della mia scelta di vita, del mio impegno francescano cappuccino. Proprio questa primavera, ho avuto anche la grazia di accompagnare una quarantina di persone provenienti dalla Svizzera italiana ad Assisi, per cinque giorni di pellegrinaggio, è stato per me un’occasione di ricarica delle batterie, ma anche di voglia di conoscere sempre meglio San Francesco, la sua spiritualità e anche la sua eredità. Di recente ho letto un commento di un frate minore alla regola di San Francesco. Sembra strano che in più di trent’anni di vita come frate non ho mai avuto un’occasione del genere: è stata veramente una lettura preziosa che mi accompagnerà per i prossimi anni». Il rapporto di San Francesco con la sua famiglia di origine: è uno degli aspetti che fra Martino conosceva poco. «La conversione, sul piano umano, è stata per Francesco e la sua famiglia un passaggio non da poco. Nel disegno di Dio a volte ci vogliono queste separazioni, queste rotture, per poter compiere dei passi in avanti. Ma mi piace anche pensare che in fondo Francesco nella sua preghiera ha sempre accompagnato la propria famiglia, gli amici di gioventù che non hanno aderito al suo progetto di vita. Mi ha portato a riflettere anche sulla mia famiglia di origine, con cui ho sempre mantenuto un legame molto bello, molto stretto».

I sogni ancora nel cassetto

Quali sono i desideri ancora nel cassetto di fra Martino Dotta? «Una struttura di accoglienza notturna anche a Lugano: è una necessità che continuiamo a riscontrare. A un livello più ampio, il mio sogno è una politica della socialità più coerente a tutti i livelli, perché spesso ho l’impressione che si prenda nota dei problemi, ma poi si finisce per tamponare le falle senza affrontare la realtà alle sue radici, soprattutto quella che riguarda la precarietà crescente. La rete sociale è oggettivamente ben consolidata, ma mancano le strategie».

Come sostenere le attività della Fondazione Francesco

I centri sociali a Locarno e a Lugano si possono aiutare donando vestiti, prodotti per l’igiene personale, derrate alimentari o con un contributo finanziario al Fondo di solidarietà e ai progetti della Fondazione; inoltre, c’è la possibilità di mettersi a disposizione come volontari (info: fondazionefrancesco.ch). Per donare un pasto le indicazioni si trovano su pastosospeso.ch. Per aderire alle associazioni consultare i siti intreccidellasolidarieta.ch (è in costruzione, ma c’è un formulario d’iscrizione), uncuorepercasamartini.ch.

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