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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (27 febbraio 2026)
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  • Fishel Rabinowicz

    La fondazione «Gamaraal» mantiene viva la memoria dell’Olocausto

    di Laura Quadri 

    «Tramandare alle nuove generazioni la tragedia della Shoa attraverso le parole degli ultimi testimoni che l’hanno vissuta. È questo l’obiettivo della fondazione svizzera «Gamaraal » che, in collaborazione con l’International School of Ticino di Cadempino, organizzerà lunedì 19 dicembre un incontro tra gli studenti e Fishel Rabinowicz, ebreo sopravvissuto ai campi di concentramento, nato nel 1924 a Sosnowiec in Polonia e oggi residente in Ticino. L’incontro avverrà nella cornice del teatro scolastico, dove l’ospite porterà la sua drammatica esperienza. Rabinowicz racconterà anche della sua passione per le arti grafiche, coltivata negli anni successivi alla prigionia e trasformatasi in una professione che gli ha permesso di ricostruirsi una vita dignitosa. «All’età di 16 anni – ha raccontato in occasione di un’intervista – sono stato arrestato durante una retata delle SS. Per 4 anni sono stato imprigionato in 9 campi di lavoro forzati, col numero di matricola 19037. Verso la fine della guerra sono stato ammassato assieme ai miei compagni di prigionia in una delle famigerate “marce della morte”. Il 9 febbraio 1945, coperti solo da stracci, iniziammo a camminare al freddo e quasi senza cibo per 55 giorni. Eravamo 1.224 e siamo arrivati al campo nazista di Buchenwald in 746. Gli altri sono morti lungo la strada». Finita la guerra Rabinowicz giungerà in Svizzera, stabilendosi proprio in Ticino. La sua toccante testimonianza è una delle numerose raccolte dalla fondazione «Gamaraal», nata nel 2014 con il duplice scopo di sostenere sotto tutti gli aspetti, economici ma anche morali e psicologici, i sopravvissuti dell’Olocausto e di mantenere viva la memoria di quanto accaduto attraverso eventi educativi e incontri pubblici. Nel 2018 la fondazione è stata insignita dell’ “Award for Excellency in Holocausteducation”, il più alto riconoscimento per le istituzioni che operano per mantenere viva la memoria dell’olocausto. «Ci troviamo in un momento storico delicato poiché sono rimasti tra noi solo pochi testimoni di questo terribile genocidio», racconta Anita Winter, figlia a sua volta di due rifugiati dell’Olocausto e presidente di Fondazione «Gamaraal». «È dunque responsabilità della nostra generazione portare avanti l’appello “mai più!”. Per questo portiamo i sopravvissuti dell’Olocausto nelle scuole». L’evento del 19 è organizzato anche grazie all’apporto dell’Inspired Education Group, leader globale di cui l’International School fa parte. «Offrire ai nostri studenti stimoli per la loro crescita umana e personale è uno dei pilastri della nostra filosofia didattica», dichiara il preside Andrew Ackers. «L’incontro con Rabinowicz, a cui parteciperanno gli studenti dell’ultimo anno delle elementari e quelli delle medie e delle superiori, sarà una preziosa occasione per riflettere su un passato con il quale ancora dobbiamo fare i conti: una lezione intensa e commovente sui valori del rispetto e della tolleranza». 

    Qui per altre info sulla Fondazione "Gamaraal"

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