La Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) ha annunciato il 26 maggio 2026 i nomi dei quattro sacerdoti che consacrerà vescovi a Ecône il prossimo 1° luglio: lo svizzero Pascal Schreiber, l’americano Michael Goldade e i due francesi Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier. Tutti provengono da famiglie numerose e hanno svolto incarichi di insegnamento e di superiori locali.
Pur compiendo questo atto di evidente disobbedienza nei confronti delle richieste del Vaticano, la FSSPX continua a proclamare il proprio presunto attaccamento alla Chiesa cattolica romana:
«In uno spirito di rispetto verso l’autorità suprema della Chiesa universale, i dossier di questi sacerdoti sono stati presentati al Santo Padre, accompagnati da alcune spiegazioni necessarie alla corretta comprensione di questa iniziativa, nel contesto molto particolare ed eccezionale di queste consacrazioni episcopali», spiega senza esitazioni l’abate Pagliarani, che è alla guida della Fraternità San Pio X.
Il Superiore generale insiste inoltre nel riaffermare che «la scelta e la consacrazione di questi eletti non derivano da alcuna volontà di rivendicare un potere di giurisdizione o di stabilire un’autorità parallela nella Chiesa. Esse non costituiscono in alcun modo una negazione, un rifiuto o una sfida lanciata al potere di giurisdizione supremo, pieno e immediato del Vicario di Cristo sulla Chiesa universale (cioè il Papa, N.d.R.)».
Per i discepoli di mons. Lefebvre, «la cerimonia del 1° luglio non avrà altro scopo che mantenere l’amministrazione dei sacramenti dell’Ordine e della Confermazione, così come quella dei sacramentali riservati ai vescovi, secondo il rito tradizionale della santa Chiesa romana e la fede di sempre. L’episcopato che questi sacerdoti riceveranno è dunque concepito unicamente come un servizio reso alle anime e alla Chiesa, nel mezzo di questa crisi della fede senza precedenti».
La FSSPX ha motivato la richiesta di ordinare vescovi da necessità pastorali.
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