di Federico Anzini / Rimini
Il 22 agosto il Papa ha attraversato circa un chilometro di corridoi e una folla che i media vaticani stimano in 60'000 persone per raggiungere il Grande Auditorium del 47° Meeting per l'amicizia fra i popoli, quarantaquattro anni dopo la visita di Giovanni Paolo II. Il primo padiglione in cui Leone XIV si è fermato alla Fiera di Rimini era dedicato al vescovo di Ippona.
Agostino, l'inquietudine come strada
«Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova»: è il titolo dell'esposizione allestita al Meeting di Rimini su Sant’Agostino. Il percorso non presenta un dottore della Chiesa in cattedra ma un uomo che cerca, cade, discute. Che l'inquietudine sia una strada e non un guasto, del resto, Leone XIV - primo papa agostiniano - lo aveva già ricordato in una sua catechesi dedicata al cor inquietum, e aveva spiegato che con quell'aggettivo «Sant'Agostino ci fa comprendere lo slancio dell'essere umano proteso al suo pieno compimento», e che «l'inquietudine è il segno che il nostro cuore non si muove a caso, in modo disordinato, senza un fine o una meta, ma è orientato alla sua destinazione ultima». La citazione, ricordava il Papa, è l'incipit delle Confessioni: «Signore, ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquieto, finché non riposa in te». A Rimini ha ricordato ai presenti che quel tesoro lo si trova solo amando il prossimo che si incontra lungo il cammino.
«Mettetevi in gioco»
Nel discorso al Grande Auditorium il Papa si è rivolto anzitutto ai ragazzi, molti dei quali lavorano come volontari. «Siete segno che il futuro è una promessa, non una minaccia! Molti non lo credono più, sia fra gli adulti, sia fra i giovani». Poi l'affondo: «L'amore muove, urge, risveglia dal torpore, suscita nuove vocazioni e chiama a rischiare. Mettetevi in gioco!». Leone XIV ha registrato uno spostamento culturale senza drammatizzarlo: «Che siate cristiani è oggi per molti una sorpresa!». E ha messo un paletto che vale come criterio di verifica per ogni proposta educativa: «Nell'amore non c'è mai costrizione, indottrinamento; mai seduzione, inganno, arruolamento. C'è amore solo nella libertà, nel confronto vivo, nel dono generoso di sé».
Un trampolino, non un recinto
Il passaggio sui movimenti è il più diretto. «Il Movimento, i gruppi, le comunità siano un trampolino da cui tuffarvi nell'intera realtà. Contrastate ciò che vorrebbe allontanarvi da fratelli e sorelle di culture, sensibilità e provenienze diverse, specialmente dai più poveri. Uscite, invece, incontro a tutti!». Al Meeting il Papa ha riconosciuto di non essere diventato «una sorta di enclave», bensì «un crocevia per la Chiesa e per la società, un incontro che moltiplica gli incontri e ispira nuovi cammini».
«Amate sempre la Chiesa»
La frase gli è parsa così importante da ripeterla: «Merita di pronunciarlo di nuovo». Amare la Chiesa significa, nel discorso, custodire l'unità della compagnia e ascoltare. Qui Leone XIV non ha usato perifrasi: «Il dono dell'ascolto è qualcosa che, penso, tutti riconosciamo, ma che spesso si è perso in alcuni settori della Chiesa». La sinodalità, ha aggiunto, «non è il nome di un processo, ma la natura di un popolo che nell'amicizia e nell'incontro con l'altro avverte di appartenere a Dio solo. Allora l'autorità si converte in servizio».
Prima di lasciare la Fiera per la Messa al porto, il Papa ha stretto la mano a Roseline Hamel e Nassera Kermiche: la sorella di padre Jacques Hamel, ucciso nel 2016, e la madre di uno dei suoi attentatori. La loro testimonianza aveva aperto l'edizione il 21 agosto. Restano lì, in quel gesto di due donne, la domanda che don Giussani poneva ai suoi e che Leone XIV ha rilanciato ai 60'000 della Fiera: «Si può vivere così?».
fonte: agenzie/catt.ch
22/08/2026
Leone XIV: il mondo offre svaghi dispersivi, "tornare in sè" è il vero ristoro
Nell’omelia della Messa celebrata al porto di Rimini il Papa loda la schiettezza e l’indole gioviale, laboriosa e solidale della gente di Romagna. Inoltre, ricorda che i mezzi economici e di potere devono avere la funzione di promuovere “un disegno di rinascita per il bene di tutta la comunità”