I vescovi tedeschi proseguono il cammino sinodale ed eleggono il 64enne Heiner Wilmer, religioso dehoniano, a succedere a monsignor Georg Bätzing alla testa dei vescovi tedeschi. L’elezione è avvenuta nel corso dell’assemblea generale dell’episcopato tedesco in corso fino al 26 febbraio a Würzburg. Cresciuto nella fattoria di famiglia a Schapen, il vescovo di Hildesheim, una delle diocesi più antiche della Germania, vanta un dottorato in Teologia – con tesi sul misticismo del filosofo francese Maurice Blondel – , e un master in Storia. Essendo stato superiore generale dei dehoniani, conosce bene i meccanismi della Curia romana e parla l’italiano. Prima di approdare al vertice della Conferenza episcopale tedesca, Wilmer è stato presidente della Commissione Società e in precedenza della Commissione Giustizia e Pace. Nelle sue prime dichiarazioni da guida dei presuli tedeschi, riportate dal portale online della Chiesa cattolica tedesca (katholish.de), il vescovo ha speso parole sentite sul ruolo delle donne, rimarcando come “sia necessario continuare a riflettere su questo aspetto e soprattutto inserire già adesso delle cristiane nei posti chiave, laddove possibile”.
Wilmer è noto per aver denunciato i Germania l’abuso di potere come “un problema strutturale nella Chiesa” e per aver sostenuto una qualche forma di separazione dei poteri al suo interno.
In relazione al Cammino sinodale della Chiesa tedesca, che, avviato nel 2019, ha concluso la sua fase principale a Stoccarda con la sesta assemblea di fine gennaio, il neo presidente dell’episcopato ne è un fermo sostenitore convinto però che in questi processi è importante la dimensione spirituale. Il processo è scaturito alla luce della piaga in Germania degli abusi sessuali del clero sui minori ed ha permesso, fra accelerazioni e frenate, un ampio e franco confronto fra chierici, religiosi e laici sulla sessualità, il ruolo delle donne e sul celibato; un dibattito culminato con l’istituzione, a maggioranza di due terzi dei partecipanti all’assise, di una Conferenza sinodale permanente. Non sono mancate in questo processo sinodale tedesco elementi di tensione con Roma, che restano latenti.
fonte: agenzie/catt.ch