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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (16 febbraio 2026)
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  • Mons. Paul Hinder (foto cath.ch)

    Mons. Hinder: "In Yemen si fermi la violenza"

    Lo Yemen, assieme alla Siria e al Venezuela, è tra le priorità umanitarie del 2020 delle Nazioni Unite. E’ per questo Paese che verranno richiesti oltre 3 miliardi di dollari, per affrontare quella che è “la peggiore crisi umanitaria del mondo” generata da un conflitto che, in oltre 4 anni, ha causato circa centomila vittime, molte delle quali morte sotto i raid aerei della coalizione a guida saudita, colpite da bombe fabbricate in Gran Bretagna, Stati Uniti, Francia, Iran e Italia. Ne ha parlato in un'intervista a Vaticannews il vescovo svizzero Paul Hinder, cappuccino e dal 2011 vicario apostolico dell'Arabia meridionale.

    24milioni le persone che hanno bisogno di aiuto, l’80% della popolazione yemenita, 16 milioni quelle che si trovano sull’orlo della carestia, 4,5 milioni quelle rese disabili dal conflitto e totalmente abbandonate, senza alcun tipo di supporto. La situazione è terribile, denunciata da Paul Hinder,

    R. – E’ chiaro che la situazione generale in certe parti del Paese è disastrosa, sebbene ce ne siano altre in cui le cose vanno relativamente bene. Il problema è che l’aiuto non sempre va alla gente che ne ha più bisogno, a volte per ragioni politiche, altre a causa del sistema di distribuzione, in questi Paesi c’è poi anche la corruzione, è chiaro.

    Il problema quindi è che gli aiuti non sempre arrivano a chi ne ha bisogno, la denuncia di molte ong è che nei campi profughi manchi tutto...

    R. – Questo è dovuto al fatto che molti di questi sistemi sono stati distrutti durante la guerra e non ancora rifatti, questa rimane una realtà, ovunque ci sia la guerra c’è sempre da fare con queste cose. E’ terribile, però non vedo ancora una soluzione senza una tregua, senza negoziazioni, senza una ristrutturazione del Paese passo per passo. E’ assolutamente necessario che i belligeranti si mettano intorno a un tavolo per trovare un compromesso, altrimenti continua e continua, se non cessa il traffico delle armi, come ha detto il Papa, non c’è speranza che la guerra si fermi.

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