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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (27 gennaio 2026)
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  • Nuovo numero di "Parola&parole", la rivista dell'Associazione biblica della Svizzera italiana

    L'organo di informazione dell'Associazione biblica della Svizzera italiana (ABSI) è la rivista quadrimestrale "Parola&parole". Articolata in due collane una dai contenuti eterogenei, l'altra di taglio monografico, contiene articoli di approfondimento, informazioni bibliografiche e notizie circa le varie iniziative di studio e lettura della Bibbia organizzate nel territorio della Svizzera italiana e altrove. Nel nuovo numero, apparso ad ottobre, essa raccoglie una serie di contributi raccolti sotto l'interrogativo, che è anche il titolo del fascicolo, "Ecumenismo e dialogo interreligioso sono dimensioni necessarie nella vita di oggi?".

    Il primo contributo è firmato dalla penna di Alessandro Martinelli, attualmente referente per la Caritas italiana, ma per anni attivo presso il Centro per l'Ecumenismo e il Dialogo interreligioso dell'Arcidiocesi di Trento, assumendone l'incarico di direttore dal 2008 al 2018. Nel suo contributo questa volta indaga il rapporto tra confessioni, ecumenismo, religioni e dialogo, fornendo quelle che l'autore chiama alcune "suggestioni", "nel tentativo di superare il disordine". Come delineare le religioni? E il dialogo? E l'ecumenismo? "Salvezza, grazia, misericordia - scrive l'autore - forse rimangono termini troppo lontani: perché non partire, allora, da parole vissute, da racconti di incontro in grado di superare lo scontro, da esperienze di amore capaci di neutralizzare l'odio, da narrazioni di perdono pronte a limitare il rancore?". Entro questa nuova prospettiva si inserisce quella di una rivalutazione del concetto di "differenza": "Con un gioco di parole potremmo ben dire che parlare di religioni significa proprio cogliere una realtà normalmente diversa, i cui differenti tratti necessitano di essere innanzitutto ricercati, in grado di comprendere la pluralità come un'espressione sacra, preordinata da una precisa volontà divina". Per questo, l'incontro tra più religioni è sempre la marcia ideale per "condividere domande, mettere le fedi in dialogo con il mondo e contribuire al Mistero". Anche se "in un clima di progressivo imbarbarimento sostenuto da fondamentalismo, violenza etnica, scontro tra diversità, infinite domande sul dolore e sulla morte" sembrerebbe si possa presuppore "l'inutilità del dialogo", bisogna saper "cogliere il valore della differenza, per essere in grado di comunicare l'originalità di ciascuna esperienza e prima ancora di ciascuna creatura, così com'è da sempre, amata da Dio".

    Nel contesto in cui viviamo, la sfida dell'abitare insieme la pluralità diventa pertanto il modo di dare ragione alla speranza che, lungi dall'essere utopia, anche se faticosamente, rappresenta l'unica possibilità di sostare in questo mondo da pellegrini in cerca dell'Assoluto.

    Il secondo contributo è di Paolo Steffano, prete ambrosiano, parroco di Baranzate dal 2004. Il 6 febbraio 2018 è stato insignito dal Presidente italiano Sergio Mattarella di uno speciale riconoscimento per il suo contributo a favore di una politica di pacifica convivenza e piena integrazione degli stranieri immigrati nell'hinterland milanese. "Qui - racconta don Paolo - stiamo cercando di trasformare ambienti ghettizzati in luoghi di relazione qualificate". Baranzate è una piccola cittadina alle porte di Milano, 700 metri a nord della metropoli definita spesso come la più operosa di Italia: un piccolo centro che è già periferia per i pochi servizi presenti, per la difficoltà a raggiungere la grande città, per la carenza strutturale di occasioni di cultura e prevenzione. Insomma, "un luogo di arrivo e passaggio, crocevia di storie di migrazione del passato e del presente, casa per quanti hanno intrapreso un lungo viaggio chiamato speranza". Nel tentativo di interagire con questa realtà, don Paolo e il suo team hanno cercato di "costruire e far vivere un'interazione intelligente ed appassionata tra le culture", perché "gli esseri umani fisicamente non hanno radici nella terra, ma piedi che invitano a camminare incontro all'altro". Da Baranzate a noi stessi, da noi stessi a Baranzate; con queste parole don Paolo ci regala anche alcune provocazioni: l'invito ad "allenarci con azioni in grado di trasformarci", ad avere il "coraggio di rischiare", il "guardarsi dall'alto per vedere confini e orizzonti", l'"esercitarsi a stare tra paura e passione".

    "Il qui e ora è quello in cui ri-mettersi al mondo, risorgere, dischiudersi all'esistenza, esercitandosi a stare tanto nella paura dell'ignoto, quanto nella vertigine dell'occasione. Quando sentiamo l'anima affranta, soffocata e abbiamo l'impressione che ciò che potrebbe essere generativo o creativo non riesce ad esprimersi o ad emergere o, ancora, abbiamo la sensazione di apnea, andiamo a cercare la rigenerazione, chiediamo sollievo per poter ripartire; garantiamoci quei tempi, quei luoghi, quelle occasioni, quelle esperienze, quei rapporti dove ci sentiamo vivi, creativi, leggeri, felici, e che sono la sorgente da ritrovare e tenere viva, da custodire e proteggere, in quanto nostro centro profondo e vivo, fonte di rinascita continua".

    Da ultimo, Giuseppe Valenti, membro del Forum per il dialogo interreligioso in Ticino, presenta la fede Bahà'ì. Fondata 176 anni fa, essa conta 7 milioni di seguaci in almeno 233 Paesi e territori del mondo. I suoi fedeli risiedono in più di 120'000 località del globo, "espansione che riflette la loro dedizione all'ideale della cittadinanza mondiale". Il principale scopo della fede Bahà'ì è rispecchiato nella composizione della sua comunità. Rappresentando uno spaccato dell'umanità, i Baà'ì provengono praticamente da ogni nazione, gruppo etnico, cultura, professione, classe sociale ed economica. Vi sono rappresentati più di 2100 diversi gruppi etnici e tribali. Il messaggio essenziale del loro credo è proprio quello dell'unità: insegnano che c'è un solo Dio, un solo genere umano e che tutte le religioni sono stadi della rivelazione voluta da Dio per l'umanità.

    Per richiedere la Rivista: info@absi.ch, 091 993 32 59.

    Laura Quadri

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